112, numero d’urgenza unico Ue: la Commissione auspica una gestione multilingue delle chiamate
BRUXELLES – A partire da dicembre 2008, i cittadini dell’Unione europea possono contattare i servizi di emergenza da qualsiasi località dell’Ue chiamando gratuitamente il 112, il numero unico di emergenza, sia da telefoni fissi che da cellulari. Solo un europeo su quattro è tuttavia a conoscenza del fatto che questo numero salva-vita esiste in altri Stati membri e quasi tre persone su dieci tra quelle che hanno chiamato il 112 in altri paesi hanno avuto problemi linguistici.
E’ per questo che la Commissione, d’intesa con il Parlamento europeo e il Consiglio, ha dichiarato l’11 febbraio “Giornata europea del 112″.
“Il numero d’urgenza europeo dovrebbe cessare di essere il segreto meglio custodito d’Europa”, ha affermato da Viviane Reading, commissario europeo incaricato delle Telecomunicazioni. “Noi abbiamo un numero di chiamata unico, il 112, che funziona per tutte le urgenze, in tutti gli Stati membri, e per tutti i cittadini che ne necessitano. E’ inaccettabile che meno di un quarto dei cittadini conoscano il 112 o che barriere linguistiche impediscano ai viaggiatori che chiamano il 112 di comunicare con l’operatore”.
“L’Ue deve sforzarsi di garantire la sicurezza dei nostri 500 milioni di cittadini proprio come si sforza a garantire il loro diritto a circolare liberamente tra i 27 Paesi. La prima giornata europea del 112 dovrebbe sensibilizzare le autorità nazionali alla necessità di migliorare la quantità di lingue disponibili nei loro centri di urgenza 112 e fare conoscere meglio questo numero”, ha concluso il Commissario.
Secondo un sondaggio condotto in tutta l’Unione europea per conto della Commissione, il 94% dei cittadini dell’Ue considerano sia utile disporre di un numero di chiamata unico accessibile in tutta l’Unione. L’inchiesta Eurobarometro, pubblicata proprio l’11 febbraio, ha inoltre messo in luce i settori nei quali è possibile apportare miglioramenti.
Problemi linguistici: il 28% dei chiamanti incontra problemi linguistici quando digita il 112 all’estero malgrado il fatto che, stando alle informazioni fornite da 21 Stati membri, i centri di emergenza “112″ di tali Stati dovrebbero essere in grado di gestire le chiamate in inglese (12 Stati membri sono in grado di gestirle in tedesco e 11 Stati membri in francese).
Conoscenza del 112: in generale, solo il 24% degli europei interpellati è stato in grado di identificare spontaneamente il 112 come il numero a cui rivolgersi per ottenere servizi di emergenza in tutta l’Ue. Ciò costituisce un miglioramento del 2% rispetto al febbraio 2008, ma la conoscenza del numero di emergenza varia notevolmente da un paese all’altro, dal 3% in Italia al 58% nella Repubblica ceca. Molti Stati membri informano i propri cittadini e i visitatori in merito al 112. In particolare: in Finlandia la giornata del 112 si celebra annualmente l’11 febbraio; i viaggiatori che si recano in Bulgaria ricevono un SMS di benvenuto contenente informazioni sul numero; il 112 è pubblicizzato lungo le autostrade e presso i caselli autostradali in Austria, Grecia e Spagna, nonché nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti di alcuni paesi fra cui il Belgio, la Repubblica ceca, l’Estonia, l’Irlanda, la Grecia e i Paesi Bassi; in Svezia prima dell’inizio della stagione turistica vengono organizzate campagne di informazione nei media che informano i cittadini in merito al 112.
Nel corso dell’ultimo anno la conoscenza del 112 è aumentata almeno del 10% in Bulgaria, Svezia, Romania, Lituania e Portogallo.
Il sondaggio Eurobarometro ha inoltre mostrato che un quarto dei cittadini dell’Ue ha chiamato un numero di emergenza nel corso degli ultimi cinque anni; la maggior parte delle chiamate (53%) proviene ancora da telefoni fissi; si rileva tuttavia un aumento delle chiamate di emergenza effettuate da cellulari (il 45%, rispetto al 42% nel 2008).
Un po’ di storia
Il numero di emergenza europeo 112 è stato introdotto nel 1991 per mettere a disposizione un numero di emergenza unico per tutti gli Stati membri, in aggiunta ai numeri nazionali, e rendere così più accessibili i servizi di emergenza, soprattutto per i viaggiatori. Dal 1998 la normativa dell’Ue impone agli Stati membri di garantire che tutti gli utenti di telefonia fissa e mobile possano chiamare gratuitamente il 112. Dal 2003 gli operatori di telecomunicazioni debbono fornire ai servizi di emergenza informazioni sulla localizzazione del chiamante per consentire loro di reperire rapidamente le vittime di incidenti. Gli Stati membri hanno inoltre il compito di sensibilizzare i cittadini sull’uso del 112.
Per garantire l’operatività del 112, la Commissione ha lanciato 17 procedure d’infrazione contro 15 paesi in cui esso non era disponibile, non era attiva la funzione di localizzazione del chiamante o la gestione delle chiamate risultava inadeguata. La maggior parte di tali casi sono stati chiusi a seguito dell’adozione di misure correttive.
Benché in genere il 112 completi gli altri numeri nazionali di emergenza esistenti, la Danimarca, la Finlandia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Svezia e di recente la Romania hanno deciso di farne il loro principale numero di emergenza nazionale. In altri paesi, il 112 è il solo numero disponibile per determinati servizi di emergenza (ad esempio in Estonia e Lussemburgo per le ambulanze o i vigili del fuoco).
Per saperne di più, consultate il sito web della Commissione sul 112, www.ec.europa.eu/112 e il sito su come funziona il 112 nel proprio paese:
ec.europa.eu/information_society/activities/112/ms/index_en.htm
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
