Direttiva “orizzontale” anti-discriminazione, approvato parere del Pe
BRUXELLES – La Commissione Donne del Parlamento europeo ha approvato il proprio parere sulla proposta di Direttiva contro ogni forma di discriminazione presentata dalla Commissione europea lo scorso 2 luglio.
Accolte tutte le modifiche avanzate dalla relatrice Donata Gottardi, Pd-Pse. Hanno votato a favore gli eurodeputati dei Gruppi socialista, liberale, verde e sinistra unitaria. Il parere viene ora trasmesso alla Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, che dovrebbe portare la Direttiva al voto della plenaria entro maggio.
E’ passata la nozione di discriminazione multipla, che è quella fondata sulla combinazione di più fattori di rischio, e di discriminazione per associazione, che colpisce le persone in relazione diretta con quelle a rischio di discriminazione.
Inserito un riferimento esplicito alle molestie sessuali e la richiesta di aggiungere il genere tra i fattori da considerare, nonché l’applicabilità della Direttiva anche alle unioni civili e di fatto.
E’ stata introdotta la garanzia del diritto alla riservatezza, come strumento per la lotta contro le discriminazioni, il criterio generale della soluzione ragionevole (le misure da adottare preventivamente per rimediare a situazioni di svantaggio) e sono state rafforzate le azioni positive. Inserita anche la richiesta della rimozione delle barriere per i disabili, per i minori e gli anziani e per le persone che ne hanno cura.
E’ stata poi accolta la richiesta di promuovere processi di inclusione e integrazione nei settori dell’educazione, istruzione e formazione.
“Se il Parlamento europeo riuscirà ad approvare la Direttiva prima della fine della legislatura, l’Europa sociale, di cui si sente sempre di più la debolezza proprio in questi tempi di crisi, sarà riuscita a dotarsi di uno strumento veramente avanzato di tutela da tutti i fattori di discriminazione in tutti gli ambiti, non solo in quello lavorativo”, ha dichiarato Donata Gottardi.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
