Fondi strutturali più flessibili per combattere la crisi
BRUXELLES – In risposta alla crisi finanziaria, la Commissione europea ha emesso un pacchetto per aumentare la flessibilità dei fondi strutturali, quali il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola (FEAOG) e lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP).
Il pacchetto estende il termine che avranno i Paesi dell’Ue per utilizzare i fondi stanziati a loro favore per il periodo 2000-2006, nel caso in cui il denaro non sia stato completamente speso (basti pensare che il 12,5% del totale non è stato ancora impegnato). Gli Stati membri potranno chiederne l’utilizzazione fino al 30 giugno prossimo.
A titolo informativo, il totale dei fondi attribuiti agli Stati membri nella gestione di bilancio 2000-2006 è stato di 257 miliardi di euro. Tuttavia, di questi, solo 225 miliardi sono stati effettivamente sborsati, dunque l’87,5 per cento del totale. La Commissione europea aumenterà anche il margine di flessibilità tra le priorità dal 2 al 10 per cento.
Per le persone con disabilità rivestono particolare importanza il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, i cui criteri di finanziamento debbono adeguarsi al Regolamento generale sui fondi strutturali, che fissa i principi obbligatori di non-discriminazione e accessibilità in tutti i progetti finanziati.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
