Vertice di primavera, per EAPN una grande delusione sul sociale

BRUXELLES – Delusione generale alla lettura delle conclusioni del Vertice europeo di primavera del 19 e 20 marzo scorsi: i pacchetti di rilancio economico si concentrano sulle disposizioni finanziarie, l’occupazione e l’investimento, piuttosto che prevedere una strategia integrata contro l’impatto sociale della crisi. E’ quanto rende noto EAPN, Rete europea contro la povertà, una rete rappresentativa di organizzazioni non governative e gruppi coinvolti nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale negli Stati membri dell’Unione europea.

Secondo la Rete, le proposte relative all’impatto sociale non riguardano che l’occupazione, e un solo riferimento viene fatto al “ruolo stabilizzatore dei sistemi di protezione sociale” e alla necessità di tenere in considerazione “i più vulnerabili e i nuovi rischi di esclusione”. E dell’impatto della crisi su 70 milioni di persone già in situazione di povertà ed esclusione?

“Noi pensavamo che il Vertice prendesse un serio impegno a dare priorità al sociale nei pacchetti di rilancio economico”, ha dichiarato Ludo Horemans, presidente di EAPN. “E’ difficile credere che le sole risposte all’impatto sociale della crisi si trovino alla pagina 7 delle conclusioni, in due minuscoli paragrafi. Noi siamo i primi a dire che bisogna aiutare i cittadini a rimanere sul mercato del lavoro, soprattutto coloro che hanno impieghi precari, ma non è tutto: che succede per le persone già escluse dal suddetto mercato? Quali misure garantiscono ai disoccupati e ai futuri disoccupati un’entrata decente e un accesso ai servizi? Cosa si fa per aiutare gli individui che non hanno più mezzi per pagare un alloggio e finiscono per la strada? E le persone sovraindebitate? Non vedo nessuna parte nelle conclusioni in cui queste persone siano in primo piano”.

Il Vertice dei Capi di Stato e di Governo, secondo EAPN, ha ridotto le proposte della Commissione europea che fissava tre obiettivi: promuovere la flessibilità, la sicurezza e il carattere inclusivo dell’occupazione, limitare l’impatto sociale e la crisi e instaurare politiche sociali durevoli a lungo termine.

“La decisione di  rivolgere la propria attenzione solo all’occupazione dà l’impressione che i Ministri siano lontani dalle preoccupazioni e dalle realtà vissute dalla gente. Il Vertice era una grande opportunità per l’Ue di mostrare la propria volontà di sviluppare approcci integrati nei confronti dell’impatto sociale della crisi. Mantenere i posti di lavoro e creare un mercato di lavoro inclusivo è di certo una priorità, ma si tratta anche di prendere misure concrete per un reddito minimo adeguato e sulla protezione sociale, per sviluppare l’occupazione nei nuovi servizi sociali e investire per il futuro”, ha ribadito Fintan Farrell, direttore di EAPN.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto