Seminario dei media europei: “La diversità non è un fatto leggero!”

PRAGA (Repubblica ceca) – Un incontro sulla diversità dei mezzi di comunicazione, che ha avuto luogo a Praga, ha sancito la conclusione di uno studio basato sul sostegno del programma PROGRESS della Commissione europea. Lo studio si è manifestato come l’opportunità di analizzare tutte le iniziative di una campagna volta a eliminare la discriminazione nei media europei.  Il membro spagnolo associato al Forum europeo delle persone con disabilità (EDF), Fundación Once, è stato selezionato per il suo progetto “Aumentare e migliorare l’immagine delle persone con disabilità nei media”.

Durante il seminario, almeno cento rappresentanti di media europei, attori politici, esperti e attivisti contro la discriminazione hanno concordato un pacchetto di misure per incoraggiare più diversità nei media degli Stati membri dell’Unione europea.

EDF, rappresentato dal funzionario per la comunicazione e i media Aurélien Daydé, ha ricordato i due messaggi principali scaturiti dal grande Congresso “Media e disabilità”, organizzato ad Atene nel 2003. I mass media hanno un ruolo predominante da giocare nel promuovere un cambiamento nei comportamenti e nel modo in cui la società guarda alla disabilità. Ad esempio, aumentando la presenza delle persone disabili in annunci pubblicitari e fiction, i media contribuiranno a mostrare la disabilità come un ulteriore elemento della diversità umana. Inoltre, essi possono contribuire al rafforzamento delle persone disabili, fornendo loro nuove opportunità per esprimere le proprie opinioni e partecipare al dibattito pubblico e politico.

Le persone con disabilità rappresentano un vasto pubblico, che attualmente è soddisfatto in maniera inadeguata, e l’industria dei media otterrà vantaggi ad interessarsene più in particolare.

Il seminario di Praga ha fornito anche l’opportunità di condividere le migliori prassi e scambiare opinioni su come i media possono contribuire a rendere la diversità una realtà della vita per tutti i cittadini. E’ stato affrontato il tema di una regolamentazione dei media a livello nazionale per verificare se un tale processo potesse aiutare a compiere un passo avanti oltre il pregiudizio e la discriminazione.

Da un altro lato, se la diversità è concepita in maniera differente da paese a paese, e la situazione è chiaramente migliorata per alcune minoranze rispetto ai decenni passati, la disabilità continua a essere marginale nei media (paura, ignoranza, pregiudizio?).

Sebbene sia molto comune ai nostri giorni vedere donne o persone di diversa origine etnica lavorare nei media come attori, presentatori, produttori, giornalisti…, questa è ancora una realtà lontana per le persone con disabilità. Vi è  un lungo cammino da compiere per vedere regolarmente nei media le persone disabili o per integrarle professionalmente in tali contesti. Se desideriamo avanzare e produrre cambiamenti, i professionisti dei media e i rappresentanti delle persone con disabilità debbono camminare insieme.

La cronista britannica Yasmin Alibhai-Brown ha dichiarato che “la diversità non è una cosa leggera, non è come una cioccolata calda. Non debbono rimanere oscure alcune delle autentiche lotte combattute per i diritti dei singoli come delle comunità”.

Lo studio, contenente raccomandazioni, verrà pubblicato alla fine del mese di marzo.

Per ulteriori informazioni, scrivete al CND, sede.legale@aism.it, oppure a EDF, aurelien.dayde@edf-feph.org.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto