Direttiva antidiscriminazione, passo avanti per un’Europa dei diritti

BRUXELLES – “Abbiamo votato due testi importanti per il rafforzamento di un’Europa dei diritti e senza discriminazioni e per un’Europa dove la cittadinanza europea abbia tutte le possibilità di dispiegarsi senza ostacoli e barriere inutili”. Così si sono espressi Gianni Pittella, presidente della Delegazione italiana, Gruppo socialista, al Parlamento europeo, e Maria Grazia Pagano, deputato europeo, Pd-Pse, commissione “Libertà civili, giustizia e affari interni”.

Finalmente approvata un’attesa Direttiva con la quale – per la prima volta – si tutelano i cittadini Ue di fronte ad ogni sorta di discriminazione (per religione, disabilità, età, orientamento sessuale) e in tutti gli ambiti della propria vita, non limitandosi a quello lavorativo.

Importanti risultati sono stati ottenuti grazie all’impegno degli eurodeputati del Partito Democratico: il riferimento alla discriminazione multipla, il riconoscimento dell’esistenza anche di forme discriminatorie indirette, l’attenzione per i diritti delle persone discriminate, ivi compreso il diritto ad un equo indennizzo. Spetta ora agli Stati membri recepire correttamente il testo e darne piena attuazione.

Sfidiamo il Governo Berlusconi a non tradire il significato della Direttiva e mantenere le sue conquiste fondamentali”.

Secondo i due Eurodeputati, “dal voto è emersa anche una forte denuncia sullo stato di attuazione della Direttiva 38 del 2004 (già in vigore) sulla libera circolazione dei cittadini comunitari.

Il quadro è sconfortante: nessuno Stato Ue ha finora trasposto completamente e correttamente la normativa europea. Quello che dovrebbe essere uno dei pilastri dell’integrazione europea, ovvero la possibilità di vivere e lavorare in un altro paese comunitario, è ancora soggetto a troppe eccezioni e ostacoli da parte di troppi Stati membri.

Su questo punto, il rapporto del Parlamento muove forti critiche all’Italia – critiche approvate anche dal Gruppo PPE, palesando l’isolamento in Europa del PDL, che ha votato contro.

Il Parlamento chiede quindi di definire orientamenti comuni sui motivi che giustificano l’allontanamento di un cittadino Ue (risorse minime, onere eccessivo per l’assistenza sociale e ordine pubblico), sulla libera circolazione delle coppie omosessuali e di eliminare gli oneri amministrativi ingiustificati. Su tale materia l’Italia ha accumulato molte infrazioni. Speriamo sia questa la volta buona” .

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto