Il Parlamento europeo si pronuncia contro ogni forma di discriminazione

BRUXELLES – Parlamento europeo ha sostenuto la direttiva proposta dalla Commissione per lottare contro ogni discriminazione fondata sulla religione o le idee, la disabilità, l’età, l’orientamento sessuale al di fuori dei luoghi di lavoro. Il testo intende anche abolire ogni discriminazione nell’educazione, nell’accesso ai beni e ai servizi quali le operazioni bancarie, il trasporto e la sanità. Poiché i cristiano-democratici e i conservatori del PPE hanno votato contro la relazione, il voto dei democratici e dei liberali si è rivelato cruciale.

“Sono anni che mi batto affinché le persone con disabilità e gli anziani beneficino degli stessi diritti degli altri cittadini”, ha dichiarato Liz Lynne (liberali-democratici, Regno Unito). “Ma non sono meno persuasa che dobbiamo avere una legislazione orizzontale che copra tutte le discriminazioni. La non discriminazione e la parità di trattamento sono i principi fondanti dei Trattati dell’Unione europea, e la mia relazione ha permesso di diffondere questo messaggio sia alla Commissione che presso gli Stati membri: non deve esserci gerarchia in materia di discriminazione, con alcune più accettabili delle altre”.

“L’Unione europea non si riassume solo nelle quote latte, negli appalti o nei Fondi strutturali”, ha ribadito Sophie In’t Veld (Paesi Bassi), portavoce dei Liberali nell’ambito della commissione “Libertà civili”. “Si tratta di uno spazio in cui ognuno deve poter vivere la vita che vuole dove vuole. Questa direttiva ha più ambizioni di altri testi che normalmente adottiamo qui. Essa forgia una comunità di valori per i 27. E’ nostra responsabilità assicurarci che l’Unione europea non divenga un universo orwelliano dove tutto il mondo sarebbe uguale ma alcuni più uguali degli altri”.

“Non importa che voi siate neri o bianchi, gay o eterosessuali, atei o credenti, disabili, giovani o anziani: è quanto dichiara oggi il Parlamento europeo. L’Europa proteggerà la vostra libertà e provvederà a che voi otteniate tutte le opportunità che meritate per fare qualche cosa della vostra vita”, ha concluso Sophie Int’ Veld.

La direttiva completa la legislazione europea in materia, che già lotta contro la discriminazione fondata sulla razza, che sia nell’ambito o al di fuori del contesto lavorativo, contro le discriminazioni sul posto di lavoro basate sulla religione o sulle idee, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale, e in favore della parità di trattamento tra gli uomini e le donne.

Da parte loro, gli eurodeputati del gruppo PSE si ritengono scioccati dal comportamento della destra, che ha votato contro un progetto di legge europea finalizzata a proteggere nell’intero Continente i cittadini, e in particolare le persone con disabilità possibili vittime di discriminazione.

“Questo voltafaccia dell’ultimo minuto della destra in seno al Parlamento è incomprensibile”, dichiara il portavoce del Gruppo socialista per la politica sociale e dell’occupazione, Stephen Hughes. “Sette anni fa, abbiamo messo fuori legge le discriminazioni sul luogo di lavoro. Oggi, abbiamo riconosciuto che le discriminazioni non si fermano alle porte delle fabbriche ma sono sparse in tutta la società”.

“Si tratta di una delle legislazioni europee più importanti di questi ultimi cinque anni, e riguarda il benessere di tutti noi cittadini”, sottolinea Emine Bozkurt, che ha negoziato in nome del Gruppo socialista. “Sono numerosi coloro che lamentano di essere vittime di discriminazioni multiple per accedere a determinati servizi, ad esempio. Rifiutando questo testo, la destra cerca di creare una gerarchia tra le discriminazioni e le vittime delle stesse, cosa totalmente assurda”, afferma la socialista olandese. “Rifiutare l’accesso all’alloggio a una persona a causa del suo orientamento sessuale o delle sue convinzioni religiose è così riprovevole quanto rifiutarglielo a causa di una disabilità”.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto