Ratifiche della Convenzione delle Nazioni Unite
GINEVRA (Svizzera) – La Germania ha ratificato, lo scorso febbraio, la Convenzione sulle persone con disabilità delle Nazioni Unite e il suo protocollo facoltativo.
Nello stesso mese, il Regno Unito ha firmato il protocollo facoltativo alla Convenzione, fatto che mostra l’intenzione del governo britannico di ratificarla in seguito. Ciò permetterà alle persone con disabilità britanniche di presentare un ricorso al Comitato in caso di violazione dei loro diritti.
All’inizio del mese di marzo il governo britannico ha pubblicato una sintesi del testo e reso note le riserve alla Convenzione, annunciando esse dovranno essere sciolte nel più breve tempo possibile “allo scopo di permettere una ratifica più rapida del previsto”.
Le riserve sono le seguenti:
- articolo 12.4: aggiornamento dell’obbligo di prevedere una revisione regolare delle clausole di salvaguardia per la presa di decisioni per sostituzione;
- articolo 18: diritto di applicare regole in materia di immigrazione e di fare un esame medico più approfondito per le persone che entrano o cercano di stabilirsi nel Regno Unito. Questa riserva sarà soggetta a un esame dodici mesi dopo la ratifica della Convenzione da parte del Regno Unito.
- Articolo 24: educazione. Dichiarazione interpretativa che propone che il sistema generale inglese comprende scuole ordinarie e scuole specializzate, e una riserva che annuncia che determinati bisogni dei bambini con disabilità possono essere soddisfatti meglio a una certa distanza dalle loro comunità.
- Articolo 27: impiego nelle forza armate.
La coalizione per la campagna della Convenzione delle Nazioni Unite, formata da 33 organizzazioni britanniche di persone con disabilità (compresi i membri di “Leonard Cheshire” e di “Inclusion Scotland”, affiliati al Forum europeo delle persone con disabilità), ha espresso la propria delusione sulle riserve presentate in questi quattro settori essenziali, dichiarando che esse minerebbero la protezione delle persone con disabilità.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
