Misure per combattere disoccupazione, esclusione sociale e povertà dei gruppi vulnerabili
BRUXELLES – I Ministri dell’occupazione e affari sociali dell’Unione europea hanno adottato rapporti comuni 2008-2009, elaborati dagli Stati membri sull’occupazione, la protezione e l’inclusione sociale.
Quanto all’occupazione, e particolarmente all’obiettivo di intervenire sulla disoccupazione in questo periodo di crisi finanziaria, i Ministri si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare l’accesso alla formazione e accrescere le misure positive sul mercato del lavoro per i disoccupati, i lavoratori che rischiano di essere licenziati e per gli altri gruppi vulnerabili. Tutto questo affinché essi possano rimanere attivi, migliorare la loro capacità di occupazione e assicurare che siano pronti per nuove offerte di lavoro create dalla ripresa economica. Allo scopo di conseguirla, le strategie di formazione permanente debbono promuovere il miglioramento delle qualifiche nel corso della vita in prospettiva di una maggiore capacità di adattamento dei lavoratori e di una più facile mobilità professionale.
Nel settore della protezione e dell’inclusione sociale, i Ministri hanno concordato la necessità di un forte impegno politico per conseguire una protezione sociale comune e gli obiettivi di inclusione sociale, pur rispettando appieno le competenze degli Stati membri. E’ quanto sarà riaffermato dall’Anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione socialenel 2010.
Gli Stati membri perseguono i loro obiettivi di riduzione della povertà e di rafforzamento della coesione sociale, che si concretizzeranno attraverso le strategie globali di lotta e di prevenzione della povertà e dell’esclusione. In questo senso, i Ministri hanno convenuto che le strategie globali di inclusione attiva debbano permettere a coloro che possono lavorare di prendere, riprendere o mantenere un’occupazione e fornire un sostegno adeguato, facilitando al tempo stesso la partecipazione sociale di coloro che non sono in grado di accedere al mercato del lavoro.
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Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
