Caduto il compromesso sul Pacchetto Telecom

STRASBURGO – Con 407 voti favorevoli, 57 contrari e 171 astensioni, il Parlamento europeo, riunito nell’ultima sessione della legislatura, ha approvato un emendamento avanzato da ALDE, Verdi/ALE, GUE/NGL e IND/DEM che era già stato sostenuto dall’Aula in prima lettura ma respinto dal Consiglio dell’Ue. Con tale modifica i deputati riaffermano il principio secondo cui, in mancanza di una decisione preliminare dell’autorità giudiziaria, «non possono essere imposte limitazioni ai diritti e alle libertà fondamentali degli utenti finali» di internet, a meno che «vi sia una minaccia per la sicurezza pubblica», per cui l’intervento dell’autorità giudiziaria può avvenire successivamente.

Il compromesso raggiunto con il Consiglio su questo punto statuiva, invece, che «le misure adottate per quanto riguarda l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica da parte degli utenti finali devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, anche in relazione alla vita privata, alla libertà di espressione e di accesso alle informazioni e al diritto ad una sentenza di un tribunale indipendente e imparziale istituito dalla legge e che agisca nel rispetto di un processo equo».

Preso atto del voto dell’Aula, la relatrice Catherine Trautmann (PSE, Francia) ha affermato che «dal momento in cui una parte del compromesso non è stata adottata, l’insieme del pacchetto va in conciliazione». Il “nuovo” Parlamento e il Consiglio avranno circa otto mesi per raggiungere un altro accordo che, comunque, dovrà passare all’esame dell’Aula.

Il pacchetto comprende una direttiva sul quadro normativo per le comunicazioni elettroniche che tratta dello spettro radio, della nuova autorità delle telecomunicazioni, della separazione funzionale della rete e delle norme per le reti di nuova generazione.

Un’altra direttiva riguarda la trasparenza e la pubblicazione delle informazioni destinate agli utenti, la migliore accessibilità per gli utenti disabili, i servizi di emergenza e accesso al numero  112  nonché la connettività  di base e la  qualità  dei servizi.

Tratta inoltre della tutela della privacy, toccando aspetti quali l’informazione da fornire agli utenti sull’eventuale compromissione dei loro dati personali in seguito a una violazione della sicurezza della rete e il rafforzamento dei poteri di attuazione e controllo delle autorità competenti, in particolare nella lotta allo spam, e il miglioramento della cooperazione e del controllo transfrontalieri.

Vi è poi un regolamento volto all’istituzione di un nuovo organismo comunitario (BEREC) incaricato di migliorare il funzionamento del mercato interno delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche, in particolare per quanto attiene allo sviluppo delle comunicazioni elettroniche intracomunitarie.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto