EAPN, coesione sociale promessa ma non concessa

BRUXELLES – EAPN, Rete europea contro la povertà, approva la volontà del Consiglio dei ministri Ue sull’occupazione di dare priorità alle persone nei piani di rilancio, di promuovere la coesione sociale attraverso un approccio economico, sociale e dell’occupazione integrato. Purtroppo ritiene che i principi restino là, smentiti dalle azioni proposte. Secondo la Rete, le soluzioni in dieci tappe si concentrano sul mantenimento dell’occupazione a qualunque prezzo, senza valutare l’impatto sociale della crisi nella sua globalità.

EAPN chiede dunque al Consiglio di giugno di correggere questo errore fondando tutta la gestione degli aspetti sociali della crisi sull’inclusione attiva, basata segnatamente sulla garanzia di un’entrata minima adeguata per tutti, l’accesso a servizi di qualità e un sostegno personalizzato per ottenere impieghi duraturi. Questo sarebbe coerente con la raccomandazione del Consiglio EPSCO (Occupazione, politica sociale, salute e consumatori), del dicembre scorso e con l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, della relazione sull’Inclusione attiva di Jean Lambert, il 6 maggio scorso.

“L’approccio integrato dell’inclusione attiva è uno strumento vitale per limitare l’impatto sociale della crisi e promuovere l’inclusione sociale delle persone escluse dal mercato del lavoro”, ha dichiarato Fintant Farrell, direttore di EAPN. “Le conclusioni del Consiglio sembrano aver creato un blocco al doppio sostegno a tale approccio del Consiglio EPSCO e del Parlamento europeo.

Noi vogliamo vedere l’inclusione attiva come un pilastro trasversale, con raccomandazioni specifiche per rafforzare i sistemi di protezione sociale, soprattutto la garanzia di un’entrata minima adeguata per una vita dignitosa, nonché l’investimento nei servizi sociali e nell’economia sociale. Vogliamo strategie di sostegno a impieghi duraturi che permettano di far uscire le persone dalla povertà, e non strategie in grado solo di aggravare le difficoltà e la pressione sui poveri, attraverso politiche di attivazione punitive”, ha concluso Farrell.

EAPN chiede al Consiglio Ue di garantire che le ONG sociali siano attivamente coinvolte nelle discussioni sull’impatto sociale della crisi prima del Consiglio di giugno, e che le loro preoccupazioni siano adeguatamente prese in considerazione.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto