Lanciato il Manifesto per un dialogo civile europeo

BRUXELLES – Il direttore del Forum europeo delle persone con disabilità (EDF), Carlotta Besozzi, ha aperto l’incontro per il lancio del “Manifesto per un dialogo civile europeo”, che ha avuto luogo a Bruxelles, presso la sede del Comitato economico e sociale europeo (CESE), con il patrocinio del Forum civico europeo e dello stesso CESE.

Il Manifesto, firmato da 15 organizzazioni – tra cui la Piattaforma sociale, il Forum della gioventù, Eurochild, il Forum civico, il Movimento europeo, Coface, Ilga Europa, la Piattaforma dell’apprendimento lungo il corso della vita, EASPD – è stato preparato dalle ONG che prendono parte al Gruppo di collegamento con la società civile del CESE (anche EDF fa parte di tale Gruppo).

Nel corso di diversi incontri le Organizzazioni avevano realizzato di essere tutte molto attive nel loro settore, ma avevano percepito anche la necessità di agire attraverso una sola voce per favorire un più forte riconoscimento del ruolo delle organizzazioni rappresentative della società civile. Tra queste, vi sono quelle che mirano a concentrare l’interesse generale sull’inclusione sociale, l’uguaglianza, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, altre che promuovono interessi commerciali e industriali.

Il Manifesto, che è stato presentato ai principali esponenti della Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo, Richard Corbett e Silvia Kaufmann, e ai rappresentanti di differenti gruppi politici, include alcune proposte concrete: la revisione dei procedimenti di consultazione delle Istituzioni europee; un’ulteriore trasparenza di tutte le Istituzioni Ue nel processo decisionale; la relazione della Commissione su come vengano o meno presi in considerazione i contributi della società civile quando la si consulta; la creazione di uno Statuto europeo per le associazioni; la realizzazione del contesto per un dialogo civile strutturato disciplinato da un accordo tra le Istituzioni europee; l’avvio di un forum annuale della società civile sullo stato dell’Unione; lo sviluppo di una coerente politica di finanziamento per la società civile; l’istituzione di un commissario europeo per il dialogo civile; un Anno europeo del volontariato nel 2011.

EDF ha avuto anche l’opportunità di presentare le sfide affrontate e i risultati conseguiti dalla campagna “One million for disability”, nel corso di una tavola rotonda dedicata alla messa in pratica delle disposizioni del trattato di Lisbona sulla democrazia partecipativa, che prevede la possibilità per un milione di cittadini di presentare proposte per iniziative legislative a livello Ue.

Contributi da parte di rappresentanti di gruppi politici del Parlamento europeo hanno sottolineato la necessità di sostenere la capacità di iniziativa della società civile ma hanno evidenziato anche l’esigenza che quest’ultima adotti regole per la responsabilità e la trasparenza.

Jo Leinen (gruppo PSE) ha illustrato il proprio impegno per l’adozione di statuti delle associazioni europee, la realizzazione di una conferenza annuale sul dialogo civile e la creazione di una linea di bilancio per incrementarlo.

Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE) ha manifestato apprezzamento per l’idea che uno dei vicepresidenti della Commissione e del Parlamento europeo possano essere investiti della responsabilità di dirigere e promuovere il dialogo civile. La deputata ha inoltre sottolineato l’esigenza di garantire il finanziamento della società civile nella partecipazione al dialogo, favorendo la sua responsabilità.

Jean Lambert (gruppo Verdi) ha evidenziato la mancanza di visibilità dello stesso Parlamento europeo, che in origine ha provocato l’insoddisfazione dei cittadini. I Verdi sostengono con forza l’istituzione di un forum annuale della società civile, vedono positivamente il codice di condotta per la consultazione, al contrario sono molto cauti sull’idea di uno statuto europeo.

Gabriel Zimmer ha parlato a nome del Gruppo confederativo della Sinistra europea sostenendo la necessità di un dialogo civile strutturato.

Nel chiudere la sessione, il presidente del CESE Mario Sepi ha accolto con favore l’iniziativa e ha invitato le organizzazioni coinvolte nel lavoro di verifica a riunirsi nuovamente con la Commissione europea e i gruppi politici per valutare l’attuazione delle richieste del Manifesto.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto