Presidenza ceca, dibattito sull’impatto della crisi sull’occupazione
BRUXELLES – I paesi della Troika (Repubblica ceca, Svezia e Spagna, rispettivamente la Presidenza dell’Ue attuale e le prossime due), la Commissione europea e i partner sociali hanno sostenuto i principi generali relativi alle misure di aiuto all’occupazione nei differenti Paesi e hanno raccomandato disposizioni concrete per schiarire la situazione dei mercati del lavoro dell’Europa a 27.
Vi è stato un accordo generale sulla necessità di modernizzare il sistema di sicurezza sociale il quale deve funzionare come un “trampolino” che permetta di ritornare sul mercato del lavoro rapidamente.
Sono stati adottati diversi principi e raccomandazioni. Tra questi, il miglioramento del coordinamento economico, a livello di occupazione e di politiche sociali, rispettando le regole del mercato interno e respingendo il protezionismo. Ciò comprende la sorveglianza sistematica e la valutazione dell’efficacia delle misure presentate.
Ancora: permettere una futura ripresa economica e preparare i mercati del lavoro per i bisogni a venire; il miglioramento dell’ambiente delle imprese e dell’investimento allo scopo di creare nuovi impieghi: questo può realizzarsi soprattutto abbassando i costi della manodopera non salariale, riducendo gli obblighi amministrativi delle imprese, eliminando la normativa inutile e migliorando la flessibilità sul mercato del lavoro.
E’ necessario inoltre mantenere gli impieghi esistenti grazie a cambiamenti provvisori a livello di tempi di lavoro combinati a una formazione dei lavoratori, e sostenere i gruppi di persone meno favorite sul mercato del lavoro, aiutare l’investimento migliorando le qualifiche e adeguandole ai bisogni del mercato del lavoro; legare l’educazione alle formazioni pratiche e migliorare l’efficacia dei servizi pubblici di impiego; eliminare gli ostacoli alla mobilità della manodopera nel corso degli spostamenti tra le professioni e gli Stati membri.
I Paesi non devono chiudere i loro mercati ai lavoratori dei dodici nuovi Membri dell’Unione europea. Gli studi della Commissione dimostrano chiaramente che la mobilità dei lavoratori è un’opportunità per l’economia dell’intero continente. In questo periodo di crisi economica, la mobilità può permettere di far fronte alle esigenze del mercato del lavoro e contribuire a diminuire la disoccupazione.
Devono essere lanciate misure concrete per l’attuazione di “nuove qualifiche per i nuovi impieghi”, il cui obiettivo è di prevedere le future necessità del mercato del lavoro. Vanno sviluppati anche approcci innovatori, che sostengano lo spirito d’impresa, e deve essere migliorato lo scambio di informazioni tra la Commissione europea, gli Stati membri e i partner sociali, allo scopo di anticipare e gestire le ristrutturazioni.
I messaggi principali del Consiglio sono stati informali, soprattutto perché la sua piattaforma non comprendeva tutti gli Stati membri.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
