Il 2011 sarà l’Anno europeo del volontariato
BRUXELLES – Il 2011 sarà l’Anno europeo del volontariato.
Nell’Unione europea, milioni di cittadini di ogni le età fanno del volontariato e portano così un contributo alla loro comunità consacrando un po’ del proprio tempo libero a organizzazioni della società civile, associazioni della gioventù, ospedali, scuole, club sportivi.. La Commissione europea vede nel volontariato l’espressione attiva di una partecipazione civica che consolida i valori europei comuni, come la solidarietà o la coesione sociale. Il volontariato offre inoltre a coloro che le praticano possibilità non trascurabili di acquisire conoscenze e competenze, come il miglioramento della loro capacità di inclusione professionale, vantaggio di particolare importanza in questo periodo di crisi economica.
Il volontariato occupa un grande spazio nei settori tanto diversi come l’educazione, la giovinezza, la cultura, lo sport, l’ambiente, la salute, l’aiuto sociale, la protezione dei consumatori, l’aiuto umanitario, la politica dello sviluppo, la ricerca, le pari opportunità, o ancora, le relazioni esterne. Esso racchiude un potenziale immenso – ma fino ad ora non pienamente sfruttato – per lo sviluppo socioeconomico dell’Europa.
Fare del 2011 l’Anno europeo del volontariato aiuterà gli Stati membri, unitamente alle comunità regionali e locali e alla società civile, a raggiungere i seguenti obiettivi: lavorare all’instaurazione di condizioni propizie al volontariato nell’Ue; dare alle organizzazioni dedite al volontariato i mezzi per agire e migliorare la qualità di quest’ultimo; ricompensare e riconoscere le attività del volontariato; sensibilizzare l’opinione pubblica sul suo carattere essenziale e la sua utilità.
La Commissione auspica che questo passo sfoci in uno sviluppo del volontariato e in una migliore comprensione del suo valore aggiunto, da una parte, e che metta in evidenza il legame tra il volontariato su scala locale e la sua importanza nel contesto più ampio dell’Europa, dall’altra.
L’Anno europeo del volontariato dovrebbe permettere ai volontari e alle organizzazioni di volontariato dei quattro angoli dell’Europa di fare il punto insieme sulle migliori pratiche individuate negli Stati membri. I poteri pubblici potrebbero ottenere, da parte loro, maggiori informazioni sul volontariato e i volontari e facilitare tale pratica. Infine, i cittadini che non conoscono molto sul volontariato potrebbero saperne di più e, perché no, divenire a loro volta volontari. E quelli che lo sono già dovrebbero, grazie a questo Anno europeo, vedere riconosciuti i propri sforzi.
La Commissione si propone di stanziare un bilancio di sei milioni di euro a favore dell’Anno e due milioni supplementari ai lavori preparatori, che cominceranno nel 2010.
Le attività previste dovrebbero vertere essenzialmente sulla comunicazione e la sensibilizzazione: conferenze, seminari, scambio di insegnamenti tratti dall’esperienza e pubblicazione di documenti. Negli Stati membri, attività della stessa natura dovrebbero essere condotte attraverso strutture di coordinamento nazionali. L’accento sarà messo sul finanziamento dei progetti inseriti nei programmi di azione comunitari e legati al volontariato, tra cui il programma “Gioventù in azione”. Si tratterà di far intervenire le parti interessate a tutti i livelli: europeo, nazionale, regionale e locale. L’Anno europeo del volontariato rimarrà “proprietà” dei volontari e delle organizzazioni di volontariato e di numerose attività, e le celebrazioni saranno concepite partendo dalla base.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
