Aprire il dibattito sul modello economico e sociale europeo
BRUXELLES – “Le forze conservatrici europee hanno ottenuto una vittoria elettorale. Ma sbaglierebbero a credere di avere il semaforo rosso per il prosieguo delle loro politiche attuali”. E’ quanto ha dichiarato Francis Wurtz, ex presidente del gruppo GUE/NGL al Parlamento europeo.
“L’astensione massiccia esprime certo una crisi di fiducia tra i cittadini e l’Europa come essa si costruisce, sempre meno compresa dai cittadini”, ha proseguito il responsabile della gruppo di sinistra. “Banalizzarla sul pretesto che essa lascia mano libera a coloro che tengono le redini del potere è non soltanto indegno dal punto di vista della democrazia, ma è pericoloso per l”avvenire della costruzione europea. Chi può immaginare che si possa far vivere una unione di 27 popoli e nazioni nell’indifferenza o nell’ostilità di una grande maggioranza dei loro cittadini?”.
“Il peso delle forze di destra nel nuovo Parlamento europeo risulta da un plebiscito in loro favore, ma anche da una crescente disaffezione del mondo del lavoro e di una parte significativa delle classi medie nei confronti dei partiti che seggono alla sinistra dell’Emiciclo. E questo precisamente per il loro rifiuto ostinato a guardare in faccia la forza dell’esigenza di rotture con la fuga in avanti dei liberali nell’attuale Unione europea.
In questo contesto, mi fa piacere constatare che il gruppo della Sinistra unitaria europea-sinistra vede nordica (GUE-NGL) – tenuto conto della diminuzione del numero di seggi nella nuova Assemblea – mantiene grosso modo il peso che aveva sotto la precedente legislatura. Certo, essa subisce, con molta tristezza, gli effetti della scissione intervenuta nella sinistra italiana, che perde tutti i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Al contrario, in numerosi altri paesi, i nostri partiti amici progrediscono, a volte sensibilmente”.
“Lontano dal considerare che lo scarto tra il sì e il no ai trattati sia superato, il gruppo GUE-NGL si considera, oggi come ieri, una sinistra che assume le proprie scelte di sinistra, pratica la democrazia cittadina e si concentra intorno a opzioni favorevoli a un autentico cambiamento.
Alla vigilia delle elezioni, Jean-Claude Junker, presidente dell’Eurogruppo, sottolineava ‘il rischio di andare verso un dibattito di fondo sul nostro modello economico e sociale’, una situazione di cui egli lamentava ‘il carattere esclusivo’. Contribuire a tale dibattito per liberare l’espressione delle esigenze di cambiamento dovrebbe essere la priorità della sinistra europea”.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
