Quando le persone con disabilità possono prendere le proprie decisioni?

BRUXELLES – Il Forum europeo delle persone con disabilità (EDF) e il Consorzio europeo delle Fondazioni sui diritti umani e la disabilità hanno organizzato congiuntamente un simposio sulla capacità legale delle persone con disabilità alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

L’incontro, tenutosi presso il Comitato economico e sociale europeo (CESE), a Bruxelles, ha visto la partecipazione di più di cento specialisti, compresi, per la prima volta, esperti legali (dal Consiglio dei notai dell’Unione europea), rappresentanti delle Istituzioni Ue (Commissione, Consiglio e Parlamento) nonché organizzazioni non-governative che lavorano per difendere i diritti umani delle persone con disabilità.

Secondo l’articolo 12 della Convenzione NU, le parti firmatarie sono obbligate a garantire il paritario riconoscimento delle persone con disabilità dinanzi alla legge. Questo articolo  rappresenta un importante passo verso la piena e paritaria partecipazione delle persone con disabilità poiché i governi saranno obbligati a creare contesti legali favorevoli e  politiche di sostegno in grado di garantire il paritario riconoscimento di fronte alla legge.

Per troppo tempo le persone con disabilità sono state private di loro diritti umani basilari”,ha ricordato Yannis Vardakastanis, presidente di EDF, aprendo l’incontro. “Esse non possono ancora fare le scelte che per gli altri sono scontate: dove vivere, con chi vivere, cosa mangiare, cosa indossare. Non possono votare, acquistare o vendere una proprietà, esprimere una volontà.  Vengono definite ‘insane’ nei procedimenti penali, vengono obbligate a sottoporsi a procedure mediche che equivalgono a trattamenti crudeli e degradanti”. ha sottolineato che la Convenzione conferisce alle persone con disabilità il diritto di partecipare alla presa di tutte le decisioni che riguardano la loro vita. Ha enfatizzato il motto del Forum: “Niente su di noi senza di noi”, che non è mai stato così rilevante come oggi.

Il simposio ha messo insieme per la prima volta un’ampia serie di esperti legali europei come Federico Cabello de Alba Jurado del Consiglio dei notai dell’Unione europea, Miguel Angel Cabra de Luna, copresidente del Consorzio europeo delle fondazioni sui diritti umani e la disabilità, Staffan Nilsson, presidente del gruppo III del Comitato economico e sociale europeo, e Johan Ten Geuzendam, capo dell’unità per l’integrazione delle persone con disabilità nella direzione generale per l’Occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea.

Il prof. Gerard Quinn, direttore del Centro per la legislazione e la politica sulla disabilità presso l’Università nazionale di Irlanda, ha illustrato il suo approccio al tema della capacità legale: “Non si tratta solo di avere la possibilità di fare le proprie scelte su come vivere ma anche di resistere alle scelte che altri vogliono fare per noi. Dar vita alle nostre opportunità e creare il nostro universo legale, sociale ed economico. L’autonomia può essere utilizzata positivamente per espandere la nostra zona di libertà e per proteggerci da coloro che ritengono di saperne di più”.

Rinomati esperti nel settore della legislazione sui diritti umani, esperti giuridici e attori politici si sono susseguiti nell’identificazione dei potenziali ostacoli all’attuazione dell’art. 12 sia a livello europeo che nazionale. Essi hanno promosso una condivisione delle migliori pratiche tra i partecipanti su come affrontare queste sfide. Dopo i discorsi introduttivi che hanno fornito una visione generale della situazione attuale, sono stati presentati una serie di casi di studio di migliori pratiche e ostacoli legali all’attuazione dell’art. 12 – con esempi da Germania, Spagna, Svezia e Lettonia. Ne è seguita una tavola rotonda su come identificare soluzioni e future prospettive per una piena capacità legale inclusiva.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto