Congedo parentale: le parti sociali europee firmano la revisione dell’accordo quadro
BRUXELLES – Il nuovo accordo quadro stipulato dalle parti sociali europee prolunga la durata del congedo parentale portandolo da tre a quattro mesi per genitore e si applica a tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dalla forma del loro contratto. Questo è il risultato di sei mesi di negoziati tra le parti sociali e rispecchia i cambiamenti intervenuti nella società e sul mercato del lavoro dopo la firma del primo accordo quadro sul congedo parentale avvenuta nel 1995, cui aveva fatto seguito una direttiva del Consiglio nel 1996 (direttiva 96/34/CE).
“Questo accordo è la prova che il partenariato sociale europeo funziona e produce risultati concreti per i lavoratori e le imprese in Europa”, ha sottolineato Vladimír Špidla, commissario responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. “L’accordo affronta concretamente uno degli obiettivi prioritari per la parità delle donne e degli uomini a riprova della volontà di trovare soluzioni per migliorare l’equilibrio tra vita familiare e vita professionale, tenendo nel contempo conto della diversità dei quadri normativi nazionali, delle pratiche e delle tradizioni”.
Il nuovo accordo quadro sul congedo parentale è stato firmato dalle parti sociali europee: la CES, BUSINESSEUROPE, il CEEP e l’UEAPMI.
L’accordo:
- innalza la durata del congedo parentale portandolo da 3 a 4 mesi per ciascun genitore. Uno dei 4 mesi sarà non trasferibile da un genitore all’altro;
- chiarisce che si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla forma del loro contratto (lavoro a tempo determinato, part-time, ecc.);
- offre anche la possibilità ai genitori che ritornano al lavoro dopo il congedo parentale di chiedere l’adattamento delle loro condizioni di lavoro (ad esempio dell’orario);
- conferisce una maggiore protezione non solo contro il licenziamento ma anche contro ogni trattamento sfavorevole legato all’esercizio del diritto al congedo parentale.
La Commissione deve ora esaminare le disposizioni dell’accordo. Entro l’estate essa proporrà al Consiglio la sua attuazione tramite direttiva in applicazione delle disposizioni del Trattato in merito al dialogo sociale. La direttiva deve essere adottata dal Consiglio a maggioranza qualificata.
Per maggiori informazioni sul dialogo sociale:
ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=329&langId=it
e sulla parità tra uomini e donne:
ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=418&langId=it
Relazione annuale 2009 sulla parità tra donne e uomini:
ec.europa.eu/employment_social/publications/booklets/equality/pdf/eul1450_090330_bas_en.pdf
Sito web relativo alla campagna sul divario di retribuzione:
ec.europa.eu/equalpayhttp://ec.europa.eu/equalpay
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
