AssistID, favorire la partecipazione delle persone con disabilità intellettuale nell’istruzione

BRUXELLES – «L’istruzione è un processo sociale. L’istruzione è crescita. L’istruzione non è una preparazione per la vita: è la vita stessa» (John Dewey). E’ questo il messaggio su cui si fonda il progetto AssistID, ideato dal Consiglio nazionale italiano sulla disabilità (CND), e presentato a Bruxelles nell’ambito del seminario di EuRADE (Agende europee in materia di ricerca sulle questioni di uguaglianza delle persone con disabilità) allo scopo di individuare partner per la sua realizzazione.

L’istruzione è uno dei fattori essenziali allo sviluppo di una persona in generale: per le persone con disabilità si tratta di un aspetto fondamentale per la partecipazione alla vita.

Il progetto AssistID prevede una ricerca il cui scopo è di promuovere la partecipazione e l’autonomia delle persone con disabilità intellettuale nell’istruzione, con particolare attenzione al ruolo delle relazioni personali assistive, espressione generica per indicare tutte le relazioni volte a ridurre le barriere per le persone con disabilità.

La partecipazione all’istruzione e all’apprendimento lungo tutto il corso della vita è prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dal Piano d’azione del Consiglio d’Europa.

La scuola è spesso il primo luogo di socializzazione e contatto con la comunità in senso più ampio e può fornire dunque un primo passo per l’inclusione sociale delle persone con disabilità.

Vi sono state tappe significative verso ambienti educativi più inclusivi nei Paesi europei, ma il successo per i singoli spesso dipende dal supporto e dalla consulenza fornita dagli assistenti. Per le persone con disabilità intellettuale questo tipo di assistenza è particolarmente importante  poiché i cambiamenti all’ambiente fisico e la fornitura di tecnologie assistive non sono sufficienti alla piena inclusione.

Si è assistito negli anni a una crescita sostanziale nell’assistenza individuale nell’istruzione ma, secondo una recente ricerca, questa mediazione rischia anche la creazione di nuove barriere alla piena partecipazione (ad esempio sostituendo o distanziando la partecipazione della persona con disabilità intellettuale). Inoltre, l’inclusione delle persone con disabilità intellettuale sembra presentare maggiori sfide quando gli studenti passano ai gradi più alti dell’istruzione.

Molto può essere appreso dalle esperienze delle persone con disabilità intellettuale e di quelle che facilitano la loro partecipazione, fornendo esempi di buone pratiche e suggerendo modalità di ampio accesso e partecipazione.

Gli argomenti oggetto della ricerca sono i seguenti:

- quali differenti tipologie di relazioni assistive sono disponibili per gli studenti disabili in differenti Paesi europei (ad esempio sostegno fornito dal personale scolastico, da altri studenti, membri della famiglia o personale assistente) e secondo quale estensione questi modelli vengono applicati per supportare studenti con disabilità intellettuale nella formazione?

- quali sono le caratteristiche chiave per una relazione assistiva di successo che promuova l’autonomia e la piena partecipazione per le persone con disabilità intellettuale (ad esempio, quali migliori pratiche si riscontrano nei contesti scolastici)?

- quale è la tendenza potenziale ad applicare questa buona pratica in altri contesti (istruzione superiore) e quali sono le implicazioni della politica?

Poichè uno degli obiettivi del progetto consiste nell’identificare le svariate tipologie di relazioni assistive disponibili per gli studenti disabili in diversi Paesi europei, attuandone una comparazione,  il CND avrebbe interesse a reperire partner che rappresentino sia il Nord che il Sud dell’Europa, e che affrontino la tematica dell’istruzione delle persone con disabilità intellettuali e dei sistemi educativi con modalità differenti.

AssistID produrrà relazioni in merito; DVD che documentino buone prassi; report sulle opinioni degli studenti con disabilità intellettuale e le persone di sostegno (raccolte attraverso interviste e focus group); raccomandazioni per gli attori politici concernenti le migliori pratiche; linee guida per gli assistenti delle persone con disabilità intellettuale; presentazione dei risultati in conferenze di rilievo; pubblicazione dei risultati su giornali ad ampia visibilità. Il tutto nella prospettiva di aumentare il numero di persone con disabilità intellettuali che partecipino all’istruzione e di ampliare la conoscenza sui loro bisogni di assistenza.

Se desiderate saperne di più, prendete contatto con il CND, sede.legale@aism.it.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto