EuRADE, Università e Organizzazioni insieme per l’uguaglianza della disabilità

BRUXELLES – Il Forum europeo delle persone con disabilità (EDF) e le università di Leeds (Gran Bretagna) e Maastricht (Paesi Bassi), suoi partner del progetto EuRADE (Agende europee in materia di ricerca sulle questioni di uguaglianza delle persone con disabilità),  hanno organizzato una conferenza per identificare le possibilità di collaborazione tra le Organizzazioni di persone con disabilità (DPO) e i ricercatori universitari.

Così, per la prima volta le Organizzazioni di persone con disabilità  hanno lavorato insieme a ricercatori provenienti dalle Università europee, attori politici nel settore, finanziatori e promotori che mostrano interesse per la ricerca e la collaborazione sulla disabilità.

“Questa cooperazione unica con la comunità accademica ha reso in grado le DPO di identificare le loro priorità nella ricerca per ottenere conoscenza sui metodi e comunicare le loro idee, dimostrando la propria capacità di partecipare alla ricerca stessa”, ha sottolineato Yannis Vardakastanis, presidente di EDF.

“Una siffatta collaborazione permette di ottenere molti obiettivi”, ha dichiarato Erzsebet Szollosi, vicepresidente del Forum, che ha sottolineato che “insieme, noi abbiamo fissato un’agenda europea della ricerca, abbiamo aumentato le capacità delle persone con disabilità ad essere coinvolte come partner a livello paritario; abbiamo compreso reciprocamente la prospettiva della disabilità nella priorità della ricerca e realizzato straordinari contatti tra ricercatori e movimenti della disabilità”.

Il progetto EuRADE ha consentito anche l’identificazione delle prospettive chiave nella ricerca sull’uguaglianza della disabilità: accesso alla ricerca (la ricerca deve essere accessibile a studenti con disabilità, ricercatori e professori); educazione integrata (va sottolineata la forte esigenza di collaborazioni interdisciplinari più ampie); pari riconoscimento di fronte alla legge (un’area centrale che ancora rimane inesplorata nel settore dei diritti umani); ragionevole sistemazione (la sua comprensione, il suo rafforzamento a livello nazionale e la sua attuazione pratica deve essere inclusa nell’area della non discriminazione); vita indipendente (dovrebbe essere sviluppato il passaggio dalle istituzioni alla comunità nonché i sistemi di informazione e comunicazione destinati a tutti); accessibilità dei sistemi di trasporto e dell’ambiente urbano (sebbene già fissato nell’agenda politica, questo tema chiave richiede ulteriore impegno di ricercatori).

I rappresentanti della Commissione europea e tutti i partecipanti al progetto hanno discusso sul miglior modo di far corrispondere queste prospettive chiave con il programma di lavoro scientifico. Le persone con disabilità hanno spiegato di dovere ancora affrontare molti ostacoli per introdurre efficacemente le tematiche della disabilità nell’agenda della ricerca europea. “Principalmente perchè le questioni sulla parità relative alla persone con disabilità non sono incluse nel programma di lavoro  della Commissione europea”, ha spiegato un ricercatore disabile.

Philippe Keraudren, direttore aggiunto dell’Unità Ricerca, ha risposto che “vincere il conservatorismo nelle scienze sociali non sarà cosa facile, ma la Commissione europea cerca di mettere in atto tutti gli strumenti adatti ad affrontare il problema”.

A tal riguardo, EuRADE rappresenta un buon esempio, poiché nel progetto la disabilità viene menzionata come una questione trasversale in materia di ricerca, una questione legata a quelle più ampie come l’occupazione, la vecchiaia e la salute. Philippe ha reso noto che il nuovo programma finanziato con i mezzi necessari sarà di conseguenza destinato alle persone in situazione di disabilità.

Mark Priestley, professore specializzato nelle politiche in favore delle persone con disabilità dell’Università di Leeds, ha sottolineato la prospettiva universitaria: “Abbiamo bisogno di una collaborazione più forte con le DPO, dobbiamo pensare alla maniera di ottimizzare la loro partecipazione”.

Lisa Waddingtong, titolare della cattedra di diritto europeo delle persone con disabilità all’università di Maastricht, ha concluso con molto entusiasmo che “le conoscenze condivise nell’ambito del programma EuRADE debbono ancora essere sostenute dalla Commissione: gli universitari e le DPO desiderano fortemente andare avanti”.

Per ottenere ulteriori informazioni, prendete contatto con il CND, sede.legale@aism.it, oppure navigate su www.eurade.eu.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto