Ricerca congiunta nell’Ue sul morbo di Alzheimer

BRUXELLES – La Commissione europea ha adottato proposte concrete per il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza e malattie neurodegenerative. Questi problemi sanitari e sociali comuni a tutta l’Europa richiedono un coordinamento per garantire interventi efficaci di prevenzione, diagnosi, trattamento e cura per le persone che ne sono colpite. I Paesi europei sono invitati a condividere le proprie risorse e a coordinare più efficacemente le attività di ricerca nel settore delle malattie neurodegenerative, in particolare nel caso del morbo di Alzheimer, programmando per la prima volta insieme gli investimenti nella ricerca invece di farlo individualmente. Oggi in Europa sono più di sette milioni le persone colpite dal morbo di Alzheimer e da altre patologie correlate, e nei prossimi 20 anni si prevede che questo numero raddoppierà.

Il commissario europeo alla Salute, Androulla Vassiliou, ha dichiarato che “la perdita delle facoltà mentali a causa di una qualche forma di demenza non è una condizione ineluttabile dell’invecchiamento. La popolazione europea invecchia e per questo dobbiamo unirci per capire meglio queste condizioni e prevenirle. Dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà nei confronti delle persone affette da demenza mettendo in comune le buone prassi per curarle e rispettando i loro diritti e la loro dignità.”

Vogliamo far sì che la ricerca svolga un ruolo più importante nell’affrontare problematiche sociali come quelle poste dal morbo di Alzheimer e da altre malattie collegate”, ha affermato il europeo per la Scienza e la ricerca, Janez Potoč. “La Commissione ha già sostenuto progetti europei di ricerca ai quali hanno partecipato i migliori scienziati in questo campo. Ma faremo tutti un importante passo avanti se gli Stati membri cominceranno fin d’ora a coordinare i rispettivi programmi nazionali attorno a un’agenda comune. Con la raccomandazione sulla programmazione congiunta della ricerca, vogliamo invitare tutti gli Stati membri a impegnarsi a seguire un approccio pragmatico e a mettere insieme le loro risorse e i loro investimenti in ricerca per affrontare con maggiore efficacia l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative. Si tratta di un’opportunità per il mondo scientifico europeo e di una risposta a un problema della società moderna in cui viviamo”.

Con l’aumento dell’aspettativa di vita e il rapporto sempre più sfavorevole tra popolazione attiva e popolazione non attiva, aumenta anche l’onere socioeconomico delle malattie neurodegenerative. Nel 2005, i costi complessivi, diretti e indiretti, per la cura del morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza erano stimati a circa 130 miliardi di euro nell’Ue-27 (cioè 21.000 euro per paziente) e il 56% di questi costi andava a tipi di cura informali. Le forme più comuni di demenza nell’Unione europea sono rappresentate dal morbo di Alzheimer (circa il 70% dei casi) e dalla demenza vascolare (meno del 30%).

Questa iniziativa europea intende affrontare i problemi principali  causati dal morbo di Alzheimer e da altre forme di demenza in quattro settori principali: interventi tempestivi per diagnosticare la demenza e ridurne il rischio; migliore coordinamento delle attività di ricerca tra i paesi dell’Ue; condivisione delle buone prassi; creazione di un forum di riflessione sui diritti, l’autonomia e la dignità dei pazienti. Sono già venti i Paesi Ue che hanno manifestato l’intenzione di condividere le risorse e condurre ricerche in un settore in cui un’iniziativa comune dovrebbe offrire un notevole valore aggiunto rispetto all’attuale frammentazione delle stesse attività in Europa.

L’iniziativa pilota di programmazione congiunta – che segna un nuovo passo importante nella campagna della Commissione “L’Europa per i pazienti” - aprire la strada ad altre iniziative analoghe in futuro.

Per approfondire, navigate su ec.europa.eu

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto