Gli USA firmano la Convenzione NU sui diritti delle persone con disabilità

STATI UNITI – Il 30 luglio scorso, gli Stati Uniti hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Questo atto rappresenta un rafforzamento senza precedenti dei diritti umani: la disabilità è finalmente all’ordine del giorno nel calendario politico, e si tratta della prima convenzione delle Nazioni Unite adottata in venti anni. Fino ad oggi, gli Stati Uniti avevano ratificato solamente tre Convenzioni: il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la Convenzione contro la tortura e la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

Il presidente Barack Obama sottolinea così la rottura con le amministrazioni precedenti, firmando la quarta convenzione e incoraggiando il Senato a ratificarla.

«I diritti delle persone con disabilità sono diritti universali che devono essere riconosciuti e promossi nel mondo intero», ha sottolineato Obama all’annuncio della firma, ricordando che 650 milioni di persone in tutto il mondo vivono in situazione di disabilità.

L’Unione europea conta più di 65 milioni di persone disabili, che rappresentano il 10 per cento dei cittadini di 27 Paesi. Dalla sua entrata in vigore nel maggio 2008, la Convenzione è stata firmata da tutti gli Stati membri e dalle Comunità europee, e ratificata da 9 Paesi. La ratifica della Convenzione da parte delle Comunità europee è in corso e dovrebbe aver luogo entro la fine del 2009. E sarà la prima volta che le Comunità europee accederanno a un Trattato internazionale dei diritti dell’uomo. Con 142 sottoscrizioni e 62 ratifiche 28 mesi dopo l’apertura alla firma, la Convenzione ha riunito un numero record di impegni da parte della Comunità internazionale.

Carlotta Besozzi, direttore del Forum europeo delle persone con disabilità (EDF), ha dichiarato che «il presidente Obama non ha solamente mantenuto le sue promesse elettorali, ma ha anche inviato un forte segnale ai Paesi che non hanno ancora firmato la Convenzione».

La Convenzione induce gli Stati aderenti a una revisione della propria legislazione nazionale in modo da renderla conforme alle esigenze del Trattato. Dovranno essere attuate misure concrete in settori decisivi come l’accesso all’educazione, occupazione, trasporti e tecnologie, alle infrastrutture degli edifici pubblici nonché la garanzia del diritto di voto, della partecipazione politica e della capacità legale per ogni persona con disabilità. Sarà questa anche l’opportunità per un passaggio dagli istituti in cui le persone con disabilità vivono separate dalla società a una vita nella comunità, resa possibile dalla promozione della vita indipendente.

Dal 2 al 4 settembre prossimi, EDF rappresenterà il Movimento europeo della disabilità alla Conferenza degli Stati firmatari alle Nazioni Unite. Un momento storico nel corso del quale saranno discusse le misure legislative necessarie all’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.

Se desiderate saperne di più, prendete contatto con il CND, sede.legale@aism.it

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto