Quale il ruolo della Corte di giustizia europea?
BRUXELLES – La Rete europea degli organismi che operano per l’uguaglianza, ESQUINET, ha organizzato una conferenza di carattere giuridico dal titolo “Concetti europei dell’uguaglianza: ruolo della Corte di giustizia delle Comunità europee”. La conferenza ha dibattuto le interpretazioni possibili delle leggi recenti in materia di antidiscriminazione, che presentano gli sviluppi del settore giudiziario della Corte di giustizia europea per quanto concerne la parità di trattamento delle persone “protette”, e ha analizzato il ruolo degli organismi che operano per l’uguaglianza a livello nazionale.
La portata attuale della legislazione comunitaria in materia di non discriminazione comprende la Direttiva sulla razza, la Direttiva quadro sull’occupazione (che concerne l’età, la disabilità, la religione o il credo, e l’orientamento sessuale) e la Direttiva relativa all’uguaglianza di trattamento tra gli uomini e le donne nell’accesso e la prestazione dei beni e dei servizi.
Gli organismi che operano per l’uguaglianza parteciperanno a controversie “strategiche” davanti alla Corte di giustizia sull’interpretazione degli atti giuridici sopra menzionati. Questo varierà da una direttiva all’altra e da uno Stato membro a un altro. In alcuni casi, essi sono in grado di rappresentare le persone davanti a un tribunale (ad esempio, la Commissione britannica per l’uguaglianza e i diritti dell’uomo, il Mediatore svedese responsabile delle questioni di parità); in altri, gli enti partecipano a processi collettivi (ad esempio, il Consiglio nazionale austriaco delle persone con disabilità); in altre cause, ancora, le organizzazioni possono anche avviare procedure giuridiche a loro nome, come nelle situazioni in cui non vi è alcuna persona singola vittima di discriminazione (esempio, Centro belga per le pari opportunità e la lotta contro il razzismo). Molto spesso, questi organismi sono invitati a sottoporre informazioni in occasione della pronuncia delle sentenze. I vantaggi e gli inconvenienti di questi metodi dipendono dal costo di intervento, dalla natura della causa e dalla credibilità dell’organismo responsabile delle questioni di uguaglianza, quando la causa è persa.
La conferenza ha fornito un panorama delle controversie che sono state già giudicate dalla Corte di giustizia sui soggetti tutelati. In particolare, gli oratori hanno preso atto del successo nella causa “Feryn” (Belgio, relativa a una discriminazione razziale), “Maruko” (Germania, su di un orientamento sessuale), e la causa “Coleman” (Regno Unito, discriminazione di un’associazione nei confronti di una persona con disabilità). E’ stata presentata anche un’analisi estesa della decisione della causa “Chacon Navas” (Spagna, discriminazione a causa di una disabilità) dove la Corte di giustizia ha preso in considerazione una definizione medica di disabilità e ha esplicitamente escluso la malattia dalla definizione, nonché le sue conseguenze sul futuro politico europeo in favore delle persone con disabilità in virtù della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Potete ottenere le relazioni degli oratori scrivendo al seguente indirizzo: info@equineteurope.org.
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Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
