Motti: dal Pe uno schiaffo alle donne, bocciati gli emendamenti antiviolenza

BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha bocciato in commissione Bilancio quattro dei cinque emendamenti al progetto di bilancio 2010 orientati a combattere la violenza contro le donne e i minori (Programma Daphne), compreso quello presentato da Tiziano Motti (gruppo PPE) con il quale l’eurodeputato chiedeva lo stanziamento di un fondo di 8 milioni di euro per la creazione di un’Agenzia europea di allarme rapido contro la pedofilia online e i sex-offender. L’unico emendamento che è passato è di soli 800.000 euro, proposto dalla Commissione delle Pari opportunità.

Motti ha definito “molto grave” questa bocciatura: “E’ l’ennesima conferma che le Istituzioni europee, e larga parte del ceto politico, non sanno entrare in sintonia con i problemi e le sensibilità di oltre 500 milioni di cittadini. Come  denunciato a più riprese, siamo ancora fermi all’Europa dell’economia e delle mega strutture, ma non si è capaci di costruire l’Europa dei popoli e dei cittadini”.

La vicenda ha messo in luce – aggiunge Motti – “una questione politica grave e anche un’arretratezza culturale che sono tanto più inaccettabili alla luce del recente G8 delle donne, e al moltiplicarsi degli episodi di violenza contro le donne in famiglia, nelle strade, nei luoghi di svago e anche nei posti di lavoro”.
La terribile storia di Sanaa, la ragazza islamica uccisa dal padre perché frequentava un uomo italiano, non è un caso isolato e dovrebbe far riflettere anche il Parlamento dell’Unione: l’Europa, culla della libertà dell’individuo e dei diritti fondamentali della persona, non può accettare che le donne subiscano ogni genere di sopraffazione per ragioni religiose, culturali, ideologiche o siano vittime di modelli deleteri che di fatto dilagano incontrastati. Tiziano Motti perciò, annuncia una nuova iniziativa: “Promuoverò personalmente una mozione dell’Assemblea di Strasburgo su questi temi, e cercherò ogni appoggio possibile in tutti i gruppi politici di ogni Paese. Una mozione volta a impegnare l’Unione in progetti concreti, subito realizzabili, e per promuovere in tempi rapidi – comunque non oltre il 2010 – una conferenza europea per la difesa delle donne e dei bambini come necessario sviluppo e completamento del G8 delle donne”, ha concluso l’eurodeputato.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto