Perché il Patto europeo sulla disabilità è essenziale?
STOCCOLMA (Svezia) – Il Forum europeo delle persone con disabilità (EDF) si è riunito nella capitale svedese per adottare la proposta del Patto europeo sulla disabilità.
“Con il Patto, niente sarà come prima”, ha dichiarato il presidente di EDF Yannis Vardakastanis. “L’Europa avrà lo slancio necessario al coordinamento delle politiche volte a promuovere i diritti delle persone con disabilità”.
Paese promotore dei diritti dell’uomo, la Svezia ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nel dicembre 2008. Sempre in anticipo sui diritti delle persone con disabilità rispetto ai suoi vicini europei, è molto probabile che la Presidenza svedese dell’Unione ratifichi la Convenzione prima della fine dell’anno 2009. Consentendo all’Europa di legarsi a un trattato internazionale per la prima volta nella sua storia, la ratifica sarà un segnale molto forte inviato agli Stati membri: essi dovranno sviluppare misure volte all’integrazione sistematica della disabilità in tutti i campi della vita.
Questo nuovo contesto politico comporta un reale bisogno di azioni coordinate a livello europeo con la messa in atto di obiettivi comuni tra la Commissione europea e le realtà nazionali.
“E’ primordiale che gli Stati membri adottino il Patto europeo sulla disabilità: esso permetterà a tutti gli attori del settore di avanzare nella stessa direzione”, ha affermato Ingrid Burman, portavoce della Federazione svedese della disabilità. Secondo il suo parere, l’effetto sarà positivo per ognuna delle iniziative politiche prese dall’Unione europea, soprattutto per la strategia di Lisbona che deve essere rivista nel 2010 e che include interventi sull’occupazione, la protezione sociale e l’educazione, ma anche sulla crescita e la competitività. Tutte le azioni maggiori, concernenti le politiche di inclusione e della ricerca, ad esempio, saranno cosi armonizzate con la Commissione europea, organo di proposta e di esecuzione del diritto Ue.
Dopo aver ricordato gli effetti positivi del patto sull’uguaglianza tra uomini e donne adottato nel 2006, Yannis Vardakastanis ha riaffermato l’importanza cruciale del coordinamento tra la Commissione e gli Stato membri per avanzare insieme nella stessa direzione. “Il Patto è destinato a dare un orientamento a lungo termine più chiaro della politica della disabilità a livello europeo: si basa su strumenti politici esistenti, nazionali e internazionali”.
La proposta riflette il fatto che le persone con disabilità attendono progressi sistematici delle loro condizioni di vita e il rispetto dell’uguaglianza dei loro diritti nelle elaborazioni delle politiche a tutti i livelli.
EDF lavorerà attivamente allo sviluppo del Patto europeo sulla disabilità. L’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è una sfida per gli interessati. Tutti ne usciranno vincitori: l’adozione del Patto permetterà agli Stati membri e alla Commissione europea di attuare pienamente la Convenzione e di migliorare la vita di 65 milioni di persone con disabilità.
Se desiderate approfondire, scrivete al CND, sede.legale@aism.it
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
