Misure della Commissione europea contro le ineguaglianze nella sanità Ue
BRUXELLES – La Commissione europea ha annunciato una serie di misure destinate ad aiutare gli Stati membri e tutti gli organi interessati a lottare contro le disparità che esistono in materia di sanità tra Paesi dell’Ue e all’interno degli stessi. Malgrado l’aumento della prosperità e i progressi realizzati globalmente nel settore europeo della sanità, sussistono differenze e si accentuano anche in determinati casi. Le ragioni sono complesse e fanno intervenire tutta una serie di fattori come il reddito, l’istruzione, le condizioni di vita e di lavoro, l’igiene e l’accesso alle cure sanitarie. La crisi finanziaria attuale potrebbe avere per conseguenza un aumento di tali disparità in seno ai gruppi più toccati dalla recessione, come i disoccupati. L’iniziativa della Commissione definisce misure volte a migliorare le conoscenze sulla questione, a garantire una migliore verifica e raccolta dei dati, a valutare meglio le capacità delle politiche europee per lottare contro le disparità in materia sanitaria e collaborare con i Paesi, le regioni e le parti interessate.
“Voglio un’Europa in cui ogni cittadino possa beneficiare di cure sanitarie di qualità, qualunque sia il suo luogo di residenza, le sue origini sociali o etniche”, ha dichiarato Androulla Vassiliou, membro della Commissione europea responsabile della Sanità. “Abbiamo compreso che conviene lottare contro le ineguaglianze in materia sanitaria e che, per far questo, è necessaria una politica transettoriale a livello Ue nonché a livello nazionale, regionale e locale”.
“In questi tempi di incertezza”, ha aggiunto Vladimír Špidla, commissario responsabile dell’Occupazione, affari sociali e pari opportunità, “è primordiale che l’Ue assuma le proprie responsabilità proteggendo la salute dell’insieme della popolazione e, in particolare, delle persone maggiormente vulnerabili”.
Per eliminare le disparità, bisogna aiutare le regioni e le popolazioni che si avvalgono di cure sanitarie meno efficaci a progredire più rapidamente allo scopo di colmare il proprio ritardo. E’ necessario accordare maggiore attenzione ai bisogni delle persone sfavorite per quel che concerne, ad esempio, la prestazione dei servizi sanitari, l’elaborazione delle azioni di promozione e di protezione della salute o il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. L’Ue aiuterà gli Stati membri e le parti interessate a definire le misure più efficaci e i mezzi per metterle in atto. Stabilirà a intervalli regolari statistiche e relazioni sulla rilevanza delle ineguaglianze in seno all’Ue e sulle strategie che permettono di ridurle. Aiuterà i Paesi a utilizzare i fondi europei per migliorare la sanità delle regioni meno favorite, relativamente ad esempio ai servizi di cure sanitarie di base, ai sistemi per ottenere o rinnovare l’alloggio.
Nel 2012 verrà realizzato un primo rapporto sui progressi ottenuti.
Esistono enormi differenze nel settore tra gruppi sociali in tutta l’Ue e all’interno degli Stati membri. Le persone a debole livello di istruzione, posizione professionale o reddito muoiono generalmente più giovani e presentano una prevalenza più elevata per la maggior parte delle tipologie di problemi sanitari. Un buon numero di queste disparità è dovuto a fattori evitabili come le incidenze negative delle condizioni economiche e sociali sulla salute, la qualità del lavoro e dell’ambiente, la quantità di servizi sociali e sanitari disponibili nonché comportamenti che influiscono sulla salute, come il tabagismo, l’alcoolismo e le abitudini alimentari.
La riduzione delle ineguaglianze nella sanità è un aspetto essenziale della strategia della Commissione “Insieme per la salute”. Gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati, nel quadro del metodo aperto di coordinamento per la protezione e l’inclusione sociale, a ridurre le disparità in materia di accesso alle cure sanitarie e a migliorare il livello di salute.
Per approfondire, navigate su ec.europa.eu/health
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
