Eurobarometro, il 53% dei cittadini europei denuncia discriminazioni in base alla disabilità
BRUXELLES – Secondo un nuovo sondaggio d’opinione pubblicato dalla Commissione europea, una persona su sei in Europa dichiara di essere stata vittima di discriminazioni durante l’anno scorso. Il 64% dei cittadini europei è inoltre preoccupato perché la recessione contribuirà a maggiori discriminazioni dovute all’età sul mercato del lavoro. Questi recenti risultati dell’Eurobarometro precedono il vertice europeo di quest’anno sull’uguaglianza a Stoccolma, il 16 e il 17 novembre.
“La discriminazione è un problema in tutta Europa; il modo in cui la gente lo percepisce è sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno”, ha dichiarato Vladimír Špidla, commissario per le Pari opportunità. “Un aspetto preoccupante è la percezione che, a causa della recessione, la discriminazione dovuta all’età stia aumentando”. E ha aggiunto: “Questi risultati dimostrano che, nonostante innegabili progressi, c’è ancora parecchio da fare nel campo dell’educazione ai diritti sulla parità di trattamento, soprattutto a livello nazionale, e affinché parità non sia solo una parola vuota, ma una realtà”.
La discriminazione come esperienza personale da parte dei dichiaranti non è sostanzialmente cambiata: anche nell’indagine effettuata l’anno scorso, l’età era la ragione più diffusa (6% dei dichiaranti). Complessivamente, nel 2009 il 16% dei cittadini europei riferisce di aver subito discriminazioni (di razza, religione, età, disabilità od orientamento sessuale): si tratta dello stesso livello del 2008.
Si assiste però a un forte aumento della discriminazione percepita in base all’età e alla disabilità. Il 58% dei cittadini europei ritiene che nel proprio paese la discriminazione in base all’età sia molto estesa (rispetto al 42% nel 2008); il 53% denuncia la discriminazione dovuta a disabilità (rispetto al 45% nel 2008). Emerge anche una chiara correlazione con l’attuale situazione economica: il 64% degli interrogati prevede che la recessione dia luogo sul mercato di lavoro a una più pronunciata discriminazione a cause dell’età. Ciò è forse un riflesso dell’aumento della disoccupazione giovanile in molti paesi della Ue, in seguito alla recessione, oltre che della crescente consapevolezza di queste forme di discriminazione.
In genere, un cittadino europeo su tre si dichiara consapevole dei propri diritti se divenisse vittima di discriminazioni o molestie. Ma tale proporzione nasconde forti differenze tra i vari paesi. La consapevolezza è aumentata, dopo l’ultima indagine del 2008 nel Regno Unito (+8 punti), in Francia (+7), in Irlanda e Svezia (ciascuna, +6) ma è diminuita in Polonia (-12) e in Portogallo (-11).
Accrescere la consapevolezza del pubblico è un processo a lunga scadenza che richiede sforzi comuni a livello europeo e nazionale anche da parte di attori importanti come gli organismi nazionali preposti alla parità. La Commissione europea si è impegnata in questo campo lanciando la campagna di informazione paneuropea “Per la diversità – Contro le discriminazioni”, finanziando, in seno al programma PROGRESS, progetti nazionali di sensibilizzazione e, prima ancora, con il “2007: Anno europeo delle pari opportunità”.
Rispetto alla necessità di denunciare casi di discriminazione, la maggior parte dei cittadini contatterebbe innanzitutto la polizia (55%), mentre il 35% contatterebbe il competente organismo a favore della parità e il 27% un sindacato. La fiducia nei diversi organismi che trattano questioni legate alle discriminazioni varia fortemente da un paese all’altro.
È incoraggiante constatare che i dati ottenuti attraverso l’indagine faccia intravedere i meccanismi sociali capaci di risolvere la discriminazione. Dalla relazione emerge che l’attività sociale, l’istruzione e la sensibilizzazione contribuiscono a una più ampia accettazione delle diversità. Anche attività e politiche che affrontino questa problematica contribuiranno senza dubbio a limitare ulteriormente la discriminazione e a promuovere la diversità.
Questo è la terza di una serie di indagini dell’Eurobarometro specialmente dedicate alla discriminazione in Europa e mira a sondare il modo in cui sono mutate la percezione e le opinioni negli ultimi anni. Quest’ultima indagine è stata effettuata tra il 29 maggio e il 15 giugno 2009, su di un campione di 26.756 persone, intervistato in 30 paesi europei (27 Stati membri della Ue e i tre paesi candidati). Questa volta, sono state aggiunte nuove domande sull’impatto della recessione e sul livello percepito della discriminazione. L’indagine ha inoltre riguardato, per la prima volta, i tre paesi candidati: Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia. Le indagini precedenti erano state effettuate nel 2006 e nel 2008.
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Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
