Anno europeo del volontariato: un riconoscimento all’impegno di milioni di persone
STRASBURGO – “Il volontariato è un pilastro importante della società democratica e pluralista, è espressione di impegno e sostegno attivi e costituisce un valore aggiunto per lo sviluppo armonioso della nostra società. A guidare l’Ue non sono solo le leggi del mercato o le necessità di una crescita a ogni costo, ma anche un insieme di principi comuni che contribuiscono al benessere e alla prosperità, mettendo l’accento sulla giustizia sociale, l’uguaglianza e la solidarietà”. E’ quanto ha dichiarato Mario Mauro, presidente della Delegazione del PdL al Parlamento europeo, nel corso di una conferenza stampa sulla relazione “2011 – Anno europeo del volontariato”, votata dall’aula di Strasburgo.
“La nostra iniziativa è intesa a istituire un Anno europeo del volontariato e contribuirà a dare il giusto riconoscimento ai milioni di volontari che ogni giorno in Europa svolgono la loro opera a favore del prossimo, ispirandosi a valori fondamentali come la solidarietà e la non discriminazione”, ha proseguito Marco Scurria, relatore per il Parlamento europeo del provvedimento.
In Europa sono oltre 100 milioni i cittadini impegnati nel volontariato, un’attività che, sebbene esercitata a titolo gratuito, costituisce un elemento economico importante della nostra società, in quanto il contributo degli enti senza scopo di lucro è stimato fra il 3-5% del Pil. Un recente studio sulle organizzazioni che si avvalgono di volontari in tutta Europa ha dimostrato che, per ogni euro speso per sostenere l’attività dei volontari, le organizzazioni hanno ricavato, in media, un rendimento compreso tra 3 e 8 euro. Secondo un’indagine di Eurobarometro, 3 europei su 10 affermano di essere impegnati come volontari, e quasi l’80% degli intervistati considera tali attività un settore importante della vita democratica in Europa. In Italia ci sono 3 milioni di volontari, oltre trentamila organizzazioni non profit, settecentomila dipendenti: sono i numeri del Terzo Settore italiano, ovvero quel mondo, fatto di solidarietà, volontariato, partecipazione civica ed economia sociale che non è “né Stato né mercato”.
“Il mondo del volontariato è fatto di persone, giovani e meno giovani, impegnate per un ideale di giustizia e orientate dai valori della sussidiarietà, che negli ultimi vent’anni è costantemente cresciuto fino a diventare interlocutore irrinunciabile delle istituzioni ed elemento portante anche del sistema economico“, ha aggiunto Mario Mauro.
“Il Parlamento europeo con questa relazione avrà il merito di aver ottenuto un aumento degli stanziamenti in bilancio per l’Anno europeo del volontariato”, ha evidenziato Marco Scurria. “Infatti il Consiglio ha già informalmente accettato un aumento fino a 8 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno i 3 milioni previsti per il prossimo anno (anno preparatorio). Dell’intero bilancio stanziato, 2 milioni saranno interamente utilizzabili per l’organizzazione di iniziative concrete a livello nazionale”.
“Non vogliamo finanziamenti per conferenze, studi ed eventi mondani”, ha proseguito Mauro, “ma utilizzare i fondi per iniziative concrete in grado di rendere l’esperienza dell’Anno europeo del volontariato un laboratorio stabile dove si possa realizzare un effettivo scambio di informazioni e di buone pratiche tra le varie associazioni di volontariato”.
“Auspichiamo che l’Anno europeo potrà servire da sprone per armonizzare, attraverso un effettivo ricorso al Metodo aperto di coordinamento, le legislazioni nazionali per quanto attiene la tutela sociale dei volontari, chiamati spesso a esercitare la loro attività in condizioni di estremo pericolo, e un riconoscimento delle competenze acquisite attraverso il loro operato”, ha concluso Scurria.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
