DIANA, la disabilità in un’agricoltura sostenibile: un nuovo approccio per formare i professionisti
BRUXELLES – Hanno preso avvio le attività del progetto DIANA (finanziato nell’ambito del programma Leonardo TOI) che interessa il campo della formazione dei professionisti che lavorano nell’ambito delle disabilità mentali e dell’agricoltura, e in particolare nelle aziende agricole sociali.
Il progetto mira a colmare una lacuna presente a livello europeo dove le competenze dei professionisti dell’agricoltura, che lavorano con persone disabili, e quelle delle professioni psicosociali che li affiancano, necessitano di essere maggiormente integrate, già a livello formativo. Le figure professionali agricole spesso non hanno il retroterra di informazione/formazione a livello psicologico e sociale necessario per il lavoro con persone disabili. A loro volta, le professionalità psicosociali hanno poca conoscenza del campo agricolo in cui gli utenti sono inseriti per ragioni educative.
Per rendere efficace l’intervento e l’azione di entrambi i livelli professionali nella loro operatività con persone disabili occorre pertanto pensare a percorsi di formazione integrati affinché le aziende agricole sociali possano, con efficacia, operare per l’inclusione dei loro utenti. L’obiettivo è quello di sviluppare una formazione comune e integrata per quanti lavorano in tale ambito allo scopo abilitarli a fronteggiare le nuove sfide del lavoro nelle aziende agricole sociali e per intervenire con competenze ed efficacia nel lavoro con la disabilità mentale.
DIANA intende raggiungere tali obiettivi attraverso una strategia pedagogica che comprende l’integrazione delle competenze trasversali e quelle tecniche dei professionisti nei diversi ambiti (azienda agricola, gestione aziendale, gestione delle risorse umane, accompagnamento delle disabilità mentali). La formazione si baserà, metodologicamente, sull’interazione e sull’apprendimento tra pari nonché sull’apprendimento informale, quello che si gioca sul campo durante la propria giornata lavorativa.
In pratica, il progetto DIANA avrà, al termine dei tre anni previsti per la sua realizzazione, i seguenti prodotti: una ricerca e lo scambio di buone prassi sul tema, un modello formativo per i professionisti con annessi strumenti e linee guida per un suo utilizzo più ampio ed efficace possibile, la realizzazione di un corso pilota in alcuni paesi dei partner, seminari, fiere e festival di disseminazione dei risultati di progetto.
I dodici partner che costituiscono il gruppo di lavoro, il cui capofila è l’Università di Bologna, appartengono agli ambiti della ricerca e della formazione, da un lato, e delle aziende/cooperative agricole dall’altro. Ciò al fine di per poter bilanciare saggiamente sia la parte scientifica del costruendo percorso formativo sia la sua pratica implementazione e il monitoriaggio negli ambiti in cui tale percorso risulta necessario.
I risultati dell’azione appena avviata verranno resi disponibili sul sito del progetto, in fase di costruzione.
Per ulteriori approfondimenti e informazioni, non esitate a scrivere al CND, sede.legale@aism.it
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
