La mia vera vita è cominciata a 30 anni, il giorno in cui ho lasciato l’istituto!

BRUXELLES – Per celebrare la Giornata europea delle persone con disabilità 2009, la Commissione europea ha organizzato, in cooperazione con il Forum europeo delle persone con disabilità (EDF), una conferenza a Bruxelles, nei giorni 3 e 4 dicembre, sul tema “Creare le condizioni per una vita indipendente”. L’obiettivo dell’evento è stato di contribuire a una migliore comprensione dei temi relativi alla vita indipendente, con particolare accento sull’autonomia economica, i servizi nella comunità e le tecnologie assistive.

Il commissario europeo per l’occupazione, affari sociali e pari opportunità Vladimir Spidla si è indirizzato ai leader della disabilità e ai detentori di interessi, unitamente a Juan Carlos Ramiro Iglesias, rappresentante della Presidenza spagnola dell’Ue 2010, e a Jean-Marc Delizée, segretario di Stato per gli affari sociali del Governo federale belga.

La vita indipendente è una filosofia di autodeterminazione per le persone con disabilità, di pari opportunità e rispetto di sè. Essa richiede le stesse scelte e il controllo sulla vita di ogni giorno di cui godono le persone non disabili. Crescere in famiglia, frequentare la scuola del proprio quartiere, utilizzare gli stessi autobus dei propri simili, svolgere professioni in linea con la propria istruzione e i propri interessi, mettere su una famiglia. Oggi, centinaia di migliaia di persone con disabilità sono obbligate a vivere in istituzioni chiuse, dove sono soggette a trattamenti disumani e degradanti e sono incapaci di esercitare il loro diritto fondamentale a fare scelte per la propria esistenza. La transizione da inadeguate istituzioni chiuse ad alternative di alta qualità situate nella comunità che consentano a ogni individuo di sviluppare il suo potenziale; la creazione di opportune condizioni per una vita indipendente sono processi complessi che richiedono azione a tutti i livelli politici – internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale – e il coinvolgimento di tutte le parti interessate, incluse le persone con disabilità, le autorità locali, i governi nazionali e i decisori politici europei.

Nella dichiarazione resa nota in occasione dell’evento, EDF ha messo l’accento sul contributo che l’Unione europea può dare per promuovere la vita indipendente delle persone con disabilità. Come organizzazione ombrello del movimento europeo della disabilità, EDF ha illustrato concrete proposte per l’attuazione delle politiche europee legate alla vita indipendente. Il diritto delle persone con disabilità a vivere in maniera indipendente nella comunità con pari opportunità di scelte è iscritto nell’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tale diritto è il fulcro della parificazione delle opportunità delle persone disabili poiché è il fondamento per l’uguaglianza in tutte le sfere della vita. In ogni caso, la realizzazione del godimento di questo diritto presuppone anche cambiamenti essenziali in diversi settori della società. Vivere in maniera indipendente inseriti nella comunità richiede che i servizi di sostegno siano disponibili, che la comunità sia fisicamente accessibile, che i servizi forniti nella comunità siano aperti alle persone con disabilità, che le strutture decisionali politiche siano accessibili. In tale prospettiva, la realizzazione del diritto a vivere con indipendenza è la chiave per comprendere cosa sia necessario per attuare la Convenzione.

“Il movimento della disabilità accoglie con piacere la decisione da parte del Consiglio dell’Unione europea di ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”, ha sottolineato Donata Vivanti, vicepresidente di EDF. “Ma ci delude apprendere che la Commissione europea attenderà le ratifiche degli Stati membri prima di adeguare le politiche europee agli obblighi della Convenzione. Riteniamo urgente che la Presidenza spagnola lavori alla conferma della ratifica da parte dell’Unione senza altri indugi”.

Erzsebet Szollosi, vicepresidente del Forum, ha aggiunto che “la vita indipendente è un diritto fondamentale, e chiudere gli istituti  è una delle sfide a cui dobbiamo far fronte. EDF e le persone con disabilità continueranno a condurre l’agenda in tal senso”.

Senada Haliceviv, presidente dell’Associazione di autotutela in Croazia, ha ricordato: “La mia vita reale è cominciata quando ho compiuto 30 anni, il giorno in cui ho lasciato l’istituto per vivere l’esistenza che io ho scelto. Tutte le persone con disabilità che si trovano in istituti debbono avere l’opportunità di cominciare a vivere la loro vera vita”.

Se desiderate approfondire, scrivete al CND, sede.legale@aism.it.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto