Psicofarmaci e minori tra abuso e disinformazione, in Europa, Italia e nel Lazio

ROMA – “Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità i disturbi del comportamento infantile nel mondo sono in aumento: in Europa i bambini che ne soffrono sono tra il 10-20%. In Italia i bambini che assumono psicofarmaci sono tra i 30.000 e i 60.000”. Questi alcuni dei dati resi noti da Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, rappresentante del Forum europeo per i diritti dei minori e delegata del Sindaco di Roma per i diritti dei minori, nel corso della conferenza stampa “Psicofarmaci e minori: tra abuso e disinformazione”, svoltasi a Roma.

Il prof. Vincenzo Mastronardi, presidente dell’Osservatorio sui Comportamenti e la devianza dell’Università La Sapienza, nel suo intervento ha sottolineato che “il disagio comportamentale non è sempre una malattia; spesso i bambini hanno semplicemente un carattere poco estroverso o al contrario molto vivace oppure un approccio più chiuso. In alcuni casi i minori somatizzano lo stress e le ansie degli adulti. Nella maggior parte dei casi basta offrire al minore un supporto pedagogico-educativo adeguato, sia da parte dei genitori e della famiglia che del sistema scolastico”.

Tra i disturbi comportamentali classificati come malattie da curare vi è quello da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e l’ansia o depressione, ma non c’è nessuna certezza che l’ADHD sia una malattia vera e propria.

Secondo l’Agenzia europea per i medicinali (EMEA), solo nel 30% dei casi diagnosticati si tratta realmente di ADHD, spesso i sintomi vengono confusi con semplici atteggiamenti caratteriali. Gli psicofarmaci possono avere gravi effetti collaterali per i bambini: danni epatici, rischi cardiaci, disturbi sessuali, tic nervosi e convulsioni.

Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato presentato il libro “Disturb”, realizzato per la campagna “Perché non accada”. Il volume, che ha come protagonisti Cattivik di Silver e i personaggi dello “Zoo Pazzo” di Gomboli, si prefigge lo scopo di informare e sensibilizzare contro l’uso di medicinali sui bambini ritenuti malati della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Il fumetto come strumento per spiegare in maniera semplice anche i concetti più complessi.

Il Lazio (9%) è tra le prime regioni d’Italia con il maggior numero di bambini in cura per ADHD insieme alla Lombardia (17,7%) e il Veneto (10,2%). Agli ultimi posti la Basilicata (0,2%) e il Molise (0,2%). La Regione Lazio non ha nessuna legge o linea di indirizzo in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti. Sono sei i Centri di riferimento nella Regione (Latina, Viterbo e Mentana e tre a Roma) .

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto