30° anniversario Convenzione ONU sui diritti delle donne: stop alla discriminazione basata sul sesso

BRUXELLES – Il 30° anniversario della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne è una buona occasione per riflettere sulla situazione dei diritti della donna nel mondo. Malgrado i progressi compiuti nella promozione dell’uguaglianza uomini-donne, le discriminazioni fondate sul sesso rimangono diffusi in tutte le società. La parità uomo-donna si inserisce nel contesto della stretta cooperazione che l’Unione europea intrattiene con le organizzazioni internazionali e regionali. In particolare, l’Ue si impegna al fianco dei Paesi partner per lottare contro la pratica delle leggi discriminatorie. Grazie ai suoi strumenti finanziari, sostiene gli sforzi complementari dispiegati dalle organizzazioni della società civile, come ad esempio attività in materia di difesa, di controllo e di sostegno alle vittime.

«Questa Convenzione è stata ratificata da quesi tutti i paesi del mondo e, in un buon numero di loro, essa è servita da guida per il riesame delle costituzioni o di altre legislazioni nazionali che consacrano oramai il principio di uguaglianza uomo-donna», ha dichiarato Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione europea e alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. «Tuttavia, bisogna fare di più. Ciò che pone un problema pressante attiene al fatto che alcuni Stati, che hanno ratificato la Convenzione, tuttavia continuano a mantenere una legislazione che discrimina le donne in settori quali i diritti di successione, la trasmissione della nazionalità o il diritto di proprietà. L’Ue continuerà a impegnarsi al fianco dei paesi e organizzazioni partner in questi settori decisivi».

La Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite trenta anni fa, il 18 dicembre 1979. Nel 2009 è stato celebrato anche il decimo anniversario del suo protocollo facoltativo. Ad oggi, 186 paesi hanno ratificato la Convenzione e 98 di loro il protocollo facoltativo. Le informazioni sull’attuazione della Convenzione, soprattutto quelle provenienti dal Comitato delle NU per l’eliminazione della discriminazione  nei confronti delle donne, costituisce la base di un dialogo franco e costruttivo tra l’Ue e i suoi paesi partner. La conferenza organizzata a Marrakech lo scorso novembre, nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo, costituisce un esempio delle discussioni condotte a livello ministeriale sul rafforzamento del ruolo delle donne nella società. L’organizzazione di dibattiti sistematici sui diritti delle donne è il prodotto essenziale delle «Linee direttive dell’Ue sulle violenze contro le donne e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti». Nell’ambito della messa in opera di tali linee direttive, l’Unione sostiene un certo numero di attività condotte dalle organizzazioni della società civile per attuare la Convenzione e rafforzarne la presa di coscienza, in particolare attaverso «lo strumento europeo per la democrazia e i diritti dell’uomo». Inoltre, grazie al programma tematico «Investire nelle risorse umane», la Commissione ha lanciato di recente un invito a presentare proposte allo scopo di rafforzare le capacità degli attori non statali a promuovere i diritti dell’uomo e la parità uomo-donna nei paesi mediterranei, il cui termine per la presentazione delle proposte è fissato all’8 febbraio 2010.

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Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto