Viviane Reding, commissario designato a giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, risponde al Pe

BRUXELLES – I deputati di tre commissioni del Parlamento europeo hanno sottoposto ad audizione la lussemburghese Viviane Reding, commissario designato alla giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza.

Simon Busuttil (PPE, maltese) ha chiesto al commissario di presentare esempi concreti di azione nel campo dei diritti umani dei cittadini. La signora Reding ha risposto che si dedicherà agli ostacoli ai diritti alla libera circolazione attraverso le procedure di infrazione contro certi Stati membri se necessario, che agirà nel settore della giustizia civile allo scopo di ridurre l’incertezza giuridica nell’ambito dei divorzi transfrontalieri.

Louis Michel (ADLE, belga) ha chiesto quali azioni intraprendere per condurre gli Stati membri a rispettare i diritti fondamentali. Viviane Reding ritiene che la Commissione “abbia lavorato sinora in squadra e che continuerà a farlo”, e ha sottolineato che saranno condotti studi di impatto in materia di diritti fondamentali ogni volta che vi sarà una proposta da parte della Commissione. Ella ha aggiunto che la Corte di Lussemburgo e quella di Strasburgo saranno indotte a collaborare dopo la firma della Convenzione europea dei diritti dell’uomo da parte dell’Ue.

Marije Cornelissen (Verdi, olandese) si è interrogata sull’avvenire del congedo di paternità. La signora Reding ha risposto che la proposta della Commissione di portare da 14 a 18 settimane il congedo di maternità avrà difficoltà al Consiglio e che l’inclusione del congedo di paternità al testo potrebbe causarne il blocco.

Edit Bauer (PPE, slovacca) ha sottolineato la differenza tra la legislazione e la pratica. Per Viviane Reding è biasimevole che tra gli uomini e le donne perduri uno scarto salariale del 17 per cento nonostante le misure esistenti, e ha aggiunto la necessità di utilizzare uno strumento fondamentale come la Strategia europea per l’occupazione.

Infine, l’insieme delle misure giuridiche per combattere le violenze contro le donne dovrà essere rafforzato, ha stimato il commissario designato, in risposta a Britta Thomsen (S&D, Danimarca), che ha chiesto se tali violenze debbano essere riconosciute come una violazione dei diritti fondamentali.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto