L’Ue inaugura l’Anno europeo 2010: stop alla povertà

MADRID – La Commissione europea e la Presidenza spagnola dell’Ue ha inaugurato l’“Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale 2010”.  All’insegna dello slogan “Stop alla povertà”, la campagna intende porre la lotta alla povertà – una piaga che interessa direttamente un cittadino europeo su sei – al centro dell’attenzione dell’Ue nel corso del 2010.

“La lotta alla povertà e all’esclusione sociale fa parte integrante della strategia per uscire dalla crisi. Troppo spesso sono le categorie sociali più vulnerabili quelle che finiscono per essere maggiormente colpite dagli effetti di una recessione. L’Anno europeo 2010 dovrebbe, in questo senso, fungere da catalizzatore, promuovendo una maggiore consapevolezza e un’accelerazione verso una società più inclusiva, che costituisce un aspetto integrante della strategia per il 2020, da me proposta per l’Ue”, sono state le parole del presidente della Commissione José Manuel Barroso.

Vladimír Špidla, commissario responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, ha aggiunto che  “in Europa un cittadino su sei è costretto a lottare quotidianamente per sbarcare il lunario, ma la povertà può interessare chiunque e le nostre società nel loro insieme. Anche se la maggior parte degli strumenti per affrontare la povertà si situa a livello nazionale, tre quarti dei cittadini europei si attendono anche un coinvolgimento dell’Ue. L’Anno europeo pone questa problematica al primo posto dell’agenda, e in questo modo l’Europa nel suo insieme può unire le forze nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

Quasi 80 milioni di cittadini europei – ovvero il 17% degli abitanti dell’Unione – vivono oggi al di sotto della soglia di povertà.  Questo dato allarmante ha trovato vasta eco nell’opinione pubblica, come risulta da una recente indagine Eurobarometro sugli atteggiamenti nei confronti della povertà. La grande maggioranza dei cittadini europei (73%) ritiene che la povertà sia un problema diffuso nel proprio paese e l’89% invoca un’azione urgente da parte del proprio governo per affrontare il problema. Sebbene la maggior parte dei cittadini ritenga che sia il proprio governo nazionale a dover intervenire per primo, il 74% si attende anche che l’Ue svolga un ruolo importante.

L’Anno europeo 2010 intende generare una maggiore consapevolezza delle cause e delle conseguenze della povertà in Europa sensibilizzando non solo attori chiave, quali i governi e le parti sociali, ma anche la popolazione in generale.  L’obiettivo è mobilitare questi diversi partner nella lotta contro la povertà, promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale e incoraggiare la formulazione di impegni chiari nelle politiche nazionali e dell’Ue di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Le attività dell’Anno europeo saranno in larga misura decentrate: ciascuno dei 29 paesi partecipanti (i 27 Stati membri più la Norvegia e l’Islanda) elaborerà programmi nazionali.  Una dotazione di bilancio di 17 milioni di euro servirà a sostenere le campagne di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale, come pure centinaia di progetti collegati alle diverse priorità nazionali.

La campagna di comunicazione relativa all’Anno europeo comprenderà un concorso giornalistico, un’iniziativa di carattere artistico e due “settimane tematiche”, a maggio e a ottobre, durante le quali si svolgerà una serie di manifestazioni nazionali in tutta l’Ue.  L’Anno europeo si concluderà con una conferenza che si terrà il 17 dicembre a Bruxelles sotto la Presidenza belga dell’Unione. Il sito web consacrato alla campagna (www.2010againstpoverty.eu) comprende una piattaforma per i partner volta a stimolare i collegamenti in rete e le iniziative congiunte tra gli attori chiave, quali le organizzazioni della società civile e le autorità locali e regionali. Il sito presenterà inoltre gli eventi organizzati in ciascun paese partecipante.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto