Le ONG sociali presentano le loro domande chiave per il 2010
BRUXELLES – In occasione dell’apertura dell’Anno europeo 2010, la Coalizione 2010 delle reti di ONG attive nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale hanno presentato le proprie aspettative di questo Anno.
Sono circa quaranta le reti di ONG del settore che si sono riunite proprio per l’Anno europeo nella citata Coalizione, in seno alla quale esse formulano messaggi comuni e richieste chiave. Un Anno europeo che debutta sullo sfondo di una crisi finanziaria, economica e sociale grave. Circa 80 milioni di persone, il 16 per cento della popolazione europea, vivono al di sotto della soglia di povertà e hanno difficilmente accesso all’occupazione, all’istruzione, all’alloggio, ai servizi sociali e finanziari. L’Eurobarometro sottolinea gli aspetti molteplici della povertà e dell’esclusione sociale.
Per la Coalizione, non si potrà rispondere alla crisi senza definire una nuova visione comune della società che vogliamo per noi e per le società future. Il patrimonio atteso dall’Anno europeo è una visione nuova, che si accompagna a un impegno a costruire un’Europa in seno alla quale nessuno possa più essere esposto alla povertà e all’esclusione sociale.
“Questo Anno europeo avrà ricadute solo se esiste una volontà politica e se la povertà viene riconosciuta come una violazione dei diritti dell’uomo e della dignità umana”, ha dichiarato Fintan Farrell, direttore della Rete europea di lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. “E il compito non incombe solo alle istituzioni europee; siamo tutti responsabili di credere e agire, di costruire insieme la società che noi vogliamo”.
Myria Vassiliadou, segretario generale della Lobby europea delle donne, ha affermato che “l’economia deve essere al servizio della gente, e non il contrario. Ciò implica di ripensare il modello attuale, che non funziona e che ha contribuito a far accrescere la povertà e l’esclusione sociale”.
Jana Hainsworth, segretario generale di Eurochild, ha aggiunto che “la visione deve cambiare. La gente e il pianeta devono essere al cuore delle politiche. Questo Anno deve sfociare in una dichiarazione nella quale le Istituzioni europee si impegnino in una strategia sull’inclusione sociale, arricchita di obiettivi concreti quanto allo sradicamento della povertà e dell’esclusione sociale”.
Da più parti è stata sottolineata l’esigenza di unità. Separare le famiglie, come è accaduto, non ha fatto altro che peggiorare le cose. E’ necessario un aiuto psicologico, aiutare le famiglie a uscire dall’impasse, a trovare un’occupazione che permetterà loro di far vivere decentemente la propria famiglia.
Per approfondire, scrivete al CND, sede.legale@aism.it, oppure navigate sul sito www.endpoverty.eu.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
