Parità tra i sessi: pareri motivati inviati a Italia e Regno Unito, caso archiviato per Lussemburgo
BRUXELLES – La Commissione europea ha inviato pareri motivati all’Italia e al Regno Unito per essere venuti meno all’obbligo di comunicare la legislazione nazionale posta in atto per attuare le norme Ue che vietano la discriminazione fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (direttiva 2006/54/CE). Essa ha inoltre deciso di archiviare la procedura di infrazione avviata in relazione alla stessa direttiva contro il Lussemburgo dopo che tale paese ha comunicato alla Commissione la propria legislazione che recepisce detta direttiva.
Vladimír Špidla, commissario Ue responsabile per le Pari opportunità, ha affermato che “questa direttiva è essenziale per affrontare il problema della discriminazione tra i generi, fatto che costituisce un importante obiettivo dell’Unione europea. Le direttive Ue non possono raggiungere appieno il loro potenziale se non vengono innanzitutto recepite in modo totale e corretto nel diritto nazionale. Sono lieto di constatare che il Lussemburgo ha ottemperato al suo obbligo di comunicare la normativa nazionale che recepisce la direttiva e mi auguro che l’Italia e il Regno Unito facciano presto altrettanto”.
Nel caso dell’Italia, il governo non ha comunicato a tempo debito la legislazione che recepisce la direttiva nello Stato membro.
Il parere motivato inviato al Regno Unito riguarda la mancata comunicazione della legislazione a recepimento della direttiva per quanto concerne Gibilterra.
Le procedure di infrazione si articolano in tre fasi. La prima consiste in una lettera di costituzione in mora inviata allo Stato membro che ha due mesi di tempo per rispondere. Qualora occorra un’ulteriore messa in conformità con la legislazione Ue, la Commissione invia un parere motivato. Lo Stato membro ha nuovamente due mesi per rispondere. In assenza di una risposta soddisfacente la Commissione può deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea sita a Lussemburgo.
Per ulteriori informazioni cliccate su ec.europa.eu
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
