Presidenza spagnola: avanzare nell’integrazione di diritti umani e libertà fondamentali nel diritto Ue

MADRID – “Non esiste alcun ostacolo giuridico all’adesione benché questo sollevi questioni complesse di carattere pratico che, sono sicuro, potremo affrontare”. E’ quanto ha dichiarato il ministro della Giustizia spagnolo Francisco Caamano riferendosi a tutte le azioni della Presidenza spagnola dell’Ue in favore dell’adesione dell’Unione europea alla Convenzione sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del Consiglio d’Europa, in occasione di un seminario sulle sfide e le possibilità inerenti all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Organizzato in collaborazione con l’Agenzia europea dei diritti fondamentali, il seminario ha riunito a Madrid autorità, esperti e universitari allo scopo di analizzare l’impatto dell’adesione alla Convenzione e l’integrazione della Carta europea dei diritti fondamentali nel diritto primario dell’Unione.

Caamano ha sottolineato che il soggetto è “una delle priorità di base della Presidenza spagnola” e ha reso nota la sua intenzione di presentare una prima relazione nel corso della riunione dei ministri Ue della Giustizia e dell’Interno, prevista per fine febbraio, cosa che permetterà di ottenere un mandato  per una negoziazione di lì a poco. “Affronteremo numerosi problemi tecnici e le molteplici sfide che ci attendono: solo se esiste una volontà si apre una strada”.

Il segretario generale del Consiglio d’Europa Thornbjorn Jagland  ha sottolineato l’importanza che riveste l’adesione dell’Ue e del suo diritto primario alla Convenzione dato che, se questo non avvenisse, “alcuni paesi che si trovano al di fuori dell’Unione potrebbero perdere l’interesse della loro partecipazione alla Convenzione”.“Ad esempio, se l’Ue non aderisse, la Federazione russa potrebbe essere tentata ad allontanarsi da una Convenzione  che lega tutte le nazioni attraverso standard comuni di difesa dei diritti umani e civili”, ha aggiunto.

Il ministro tedesco Sabine Leutheusser ha sottolineato come sia importante che la tutela dei diritti civili possa contare su di un proprio commissario europeo, nel momento in cui sono discusse misure di sicurezza che potrebbero violare le libertà e i diritti personali. “Non possiamo lottare per la nostra libertà astraendocene”, ha concluso.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto