SLA, una partita da vincere: l’Europa scenda in campo

BRUXELLES – Il primo passo è stato un’interrogazione scritta presentata alla Commissione europea nel settembre scorso. Poi un forum, organizzato a Milano, dal titolo “SLA: una partita da vincere”. Questo lo slogan lanciato dall’europarlamentare Iva Zanicchi (PPE/PdL), decisa a far fronte alle problematiche legate a questa terribile malattia coinvolgendo personaggi pubblici a tutti i livelli.

“Ci vuole un’indagine europea sull’incidenza della SLA nel calcio, e Platini deve aiutarci”, sono state al Forum le parole di Raffaele Guariniello, magistrato della Procura di Torino, da sempre attento al problema delle morti sospette nel mondo del calcio.

Per il dott. Volpi, responsabile medico dell’Assocalciatori, bisogna puntare sulla  “creazione di una banca dati degli atleti, gestita dalle varie federazioni nazionali, dove annotare infortuni e tipi di medicinali assunti nel corso della carriera sportiva”.

Massimiliano Castellani, che nel suo libro “Il morbo del pallone”, racconta in modo toccante le storie di calciatori famosi e semplici dilettanti colpiti dalla sclerosi laterale amiotrofica, incita il mondo del calcio “a far qualcosa. Bisogna far sapere alla gente quanto sia terribile questo morbo, quanto siano grandi i bisogni di chi si ammala”.

Gli interventi di Erminia Mazzoni, eurodeputato del Gruppo PPE, toccata negli affetti più cari dalla malattia (“Il vero problema é dare un’assistenza ai malati che non possono permettersela”) e la determinazione di Chantal Borgonovo, moglie di Stefano e presidente della Fondazione Borgonovo (“Il mondo del calcio ha tanti soldi e, che abbia colpe o no, é toccato da questa malattia e si deve coinvolgere”) hanno reso lucidi gli occhi dei presenti al dibattito, mentre Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma e della Nazionale, ha ricordato come “troppo spesso il discorso SLA sia legato a un pregiudizio dovuto al doping nel calcio”.

Parlare di questa malattia, dei problemi quotidiani che coinvolgono i malati e i loro familiari, sensibilizzare l’opinione pubblica per dare impulso alla ricerca: questi gli obiettivi di Iva Zanicchi, che, con determinazione, chiede aiuto all’Unione europea per vincere la difficile partita.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto