La giornata del 112, numero di emergenza europeo

BRUXELLES – La seconda edizione della Giornata europea del 112 ha avuto luogo l’11 febbraio.

In qualsiasi paese dell’Ue, basta fare il 112 per chiamare la polizia, i pompieri o un’ambulanza, ma la maggioranza degli europei non lo sa. sono passati quasi vent’anni dall’introduzione di questo numero.

In Lussemburgo, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Finlandia, oltre il 50% degli intervistati nell’ambito di un sondaggio commissionato dall’Ue, conosceva il 112, ma in Italia, Grecia e Gran Bretagna solo il 10% ha dato la risposta esatta.  L’inchiesta dimostra anche che la maggioranza degli europei è favorevole a un numero d’emergenza unico per tutta l’Unione, ma pensa che non si sia fatto abbastanza per pubblicizzarlo.

La Commissione ha quindi invitato i governi nazionali a essere più attivi nel promuovere il 112, perché accelerando i soccorsi si salveranno vite umane e si eviterà il peggio. Il numero figura già negli elenchi telefonici e sui veicoli di soccorso della maggior parte dei paesi.

Nella giornata europea del 112 sono stati organizzati eventi per far conoscere meglio il numero. La Romania ha nominato la cantante e attrice Monica Anghel “ambasciatrice del 112″, con il compito di visitare, tra l’altro, le scuole.

“ Dopo il massiccio sostegno del Parlamento europeo per migliorare la conoscenza del 112, è fondamentale che la Commissione e gli Stati membri continuino i loro sforzi su questa strada. E’ necessaria una fattiva coordinazione affinché tutte le chiamate al 112 siano localizzate, ricevano risposta in più lingue e i servizi d’emergenza arrivino in tempo sul luogo di un incidente”, ha dichiarato l’eurodeputato Kader Arif, che nel 2007 aveva depositato una dichiarazione scritta, adottata da una maggioranza di parlamentari, chiedendo l’attuazione di un siffatto sistema.

Un cittadino Ue su quattro ha chiamato un numero d’emergenza negli ultimi cinque anni: circa la metà ha utilizzato uno dei numeri nazionali che continuano a esistere accanto al 112. La percentuale di quelli che chiamano il 112 è comunque in crescita.

La lingua continua a rappresentare un problema. Tra coloro che avevano chiamato il 112 all’estero, 1 su 10 ha dichiarato di avere avuto difficoltà a comunicare con l’operatore. Nella maggioranza dei casi la conversazione si è svolta nella lingua del paese visitato. Tutti gli operatori del 112 devono conoscere l’inglese.

Il numero può essere chiamato gratuitamente da qualsiasi telefono, fisso o cellulare. Risponde un operatore che provvede a chiedere l’intervento della polizia, dei vigili del fuoco o di un’ambulanza, a seconda delle necessità.

Per saperne di più, navigate su ec.europa.eu

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto