Fondi Ue per rinnovare gli alloggi delle comunità emarginate

STRASBURGO – Con 588 voti favorevoli, 57 contrari e 16 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato un testo di compromesso negoziato con il Consiglio che modifica il regolamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) al fine di estendere a tutti gli Stati membri la possibilità di ricorrere ai finanziamenti Ue per ristrutturare, rinnovare o sostituire le abitazioni esistenti delle comunità emarginate che vivono nelle zone urbane o rurali. Questa possibilità era finora riservata ai 12 Stati membri che hanno aderito all’Ue nel 2004 e nel 2007.

Più in particolare, le spese per l’edilizia abitativa (eccettuate le spese per i miglioramenti dell’efficienza energetica e per l’utilizzo di energie rinnovabili) sono ammissibili per le zone colpite o minacciate dal deterioramento fisico e dall’esclusione sociale negli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1°maggio 2004 o successivamente e “nell’ambito di un’operazione di sviluppo urbano integrato o di un asse prioritario”. In tutti gli Stati membri sono invece ammissibili soltanto “nell’ambito di un approccio integrato per le comunità emarginate”.

L’allocazione per l’edilizia abitativa può ammontare a un massimo del 3% della dotazione del FESR destinata ai programmi operativi interessati ovvero al 2% della dotazione totale del FESR. Le spese potranno essere destinate al rinnovo delle parti comuni in alloggi multifamiliari esistenti e al rinnovo e cambio d’uso di edifici di proprietà di autorità pubbliche o di operatori senza scopo di lucro da destinare a famiglie a basso reddito o a persone con esigenze particolari. Nei “vecchi” Stati membri, gli interventi potranno comprendere il rinnovo e la sostituzione degli edifici esistenti.

“Si tratta di una delle misure anticicliche concordate con il Consiglio nell’ambito del piano europeo per la ripresa economica e uno dei primi provvedimenti varati secondo le nuove procedure di codecisione previste dal Trattato di Lisbona”, spiil primo vicepresidente del Parlamento Gianni Pittella. “L’utilizzo di questi finanziamenti porterà anche in Italia nuove risorse a un comparto fondamentale per l’economia di molti paesi europei, ma soprattutto permetterà di sostenere i programmi di edilizia economica e popolare in un periodo di grande sofferenza per milioni di famiglie investite dalla crisi”, sottolinea il coordinatore del gruppo “Lisbona” del Pd. “Per il nostro Paese si tratta di quasi 500 milioni di euro che si aggiungeranno ai fondi esistenti e che sono ora a disposizione del governo e degli enti locali per dare una casa a decine di migliaia di famiglie in attesa. Non ci sono più alibi, occorre muoversi in fretta”, conclude Pittella.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto