Giornata internazionale bambini scomparsi: in aumento i casi di sottrazione internazionale

BRUXELLES – “L’Unione europea si sta progressivamente dotando di strumenti efficaci sia legislativi sia pratici per far fronte a situazioni che coinvolgono la vita dei bambini, e che possano essere di supporto in caso di scomparsa dei minori: ad esempio l’attivazione del numero di telefono 116 000, la linea per i bambini scomparsi, che in Italia è assegnata dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni al Ministero dell’Interno, ed è gestita da Telefono Azzurro; e il progetto pilota “Italian Child Abduction Alert System” (ICAAS), finanziato nell’ambito di una bando pubblicato dalla Direzione generale Giustizia, libertà e sicurezza della Commissione europea che ha l’obiettivo di realizzare un sistema di ‘allerta rapido’ nei casi di scomparsa dei bambini e adolescenti”. E’ quanto dichiarato dalla vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli con delega ai diritti dei minori.

Tra le cause di ”scomparsa dei minori – sottolinea la vicepresidente – non si possono dimenticare la sottrazione internazionale da parte di uno dei genitori senza il consenso dell’altro e i minori stranieri non accompagnati che arrivano in Europa per fuggire da guerre, povertà, a volte spinti dalle proprie famiglie nella speranza di assicurare loro una vita migliore, due aspetti del drammatico fenomeno che secondo i dati sono in aumento”.

Tra il giugno 2006 e il marzo 2010 sono stati registrati 71 casi di sottrazione internazionale dei minori, quasi 14 casi l’anno; e da gennaio 2010 vi è stato un aumento delle richieste di mediazione: 16 casi in soli tre mesi. Come Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale dei minori sto preparando un vademecum che aiuti la comprensione del fenomeno e possa essere di aiuto ai genitori, alle ONG, alle istituzioni pubbliche e private”.

“ Nel 2009 poi vi è stato in 22 Stati Membri un aumento del 13%, delle domande di asilo di minori di età inferiore ai 18 anni, ben 10.960 domande, a riguardo il nuovo piano d’azione dell’Ue prevede un approccio comune coordinato, secondo il quale gli Stati membri dovranno impegnarsi a garantire: elevati standard di accoglienza, protezione e integrazione, rintracciare le famiglie e seguire il reinsediamento del minore nella società di origine, nel caso in cui non fosse possibile  riconoscere eventualmente lo status di protezione internazionale o provvedere al reinsediamento sul territorio dell’UE”.

La Commissione europea – ha concluso Roberta Angelilli – ha presentato negli ultimi mesi due proposte di direttiva, una per la repressione della tratta degli essere umani, di cui i minori sono le vittime più indifese, e una di lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, per la quale sono relatrice per il Parlamento europeo. Al centro della nuova normativa: prevenzione dei reati, azione penale più severa verso gli autori del reato e maggiore protezione per le vittime. Tra le priorità, lotta al turismo sessuale e una particolare attenzione per tutti i reati commessi ai danni di bambini e adolescenti attraverso il web, tra cui il grooming, e attenzione per i reati commessi a danno dei minori in situazione di particolare vulnerabilità”.

La scomparsa di un minore è una tragedia che dobbiamo evitare con qualsiasi mezzo. Per questo la Commissione ha creato la linea telefonica diretta 116 000 che permette di segnalare la scomparsa di minori e fornisce orientamento e sostegno alle famiglie in tutta Europa. Ma constato con rammarico che questo servizio è attivo solo in 11 Stati membri”, ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, commissario per il portafoglio Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza. “È difficile accettare il fatto che misure che potrebbero essere utili non sono ancora pienamente operative in tutta l’Unione. Se un minore scomparso tentasse di chiamare il 116 000 e in risposta ricevesse un messaggio preregistrato che lo informa che il servizio sarà attivo solo nel 2012, la tragedia sarebbe doppia. Mi appello agli Stati membri perché facciano il possibile per cambiare questa situazione”.

La vicepresidente Neelie Kroes, responsabile per l’Agenda digitale, ha aggiunto che “gli Stati membri sono tenuti non soltanto ad attivare il prima possibile la linea telefonica diretta per la segnalazione di minori scomparsi ma anche a informare i cittadini dell’esistenza di questo servizio”.

L’UE ha già adottato le norme per garantire che in tutta l’Unione il numero 116 000 sia riservato alle linee per denunciare i casi di minori scomparsi e fornire orientamento e sostegno alle loro famiglie. Attualmente il servizio è operativo in 11 Stati membri (Belgio, Danimarca, Grecia, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia). Con l’adozione, nel novembre 2009, delle nuove norme europee in materia di telecomunicazioni, gli Stati membri sono tenuti a prendere i provvedimenti necessari per attivare la linea entro il 25 maggio 2011. La Commissione controllerà attentamente l’attuazione di tale obbligo, come avvenuto per il 112, il numero unico di emergenza che oggi funziona gratuitamente in tutta l’UE.

Per facilitare le ricerche di minori sottratti la Commissione promuove inoltre la creazione di sistemi transfrontalieri di allerta minori che consentono a chiunque di fornire alle autorità competenti informazioni in tempo reale. Questi sistemi sono attivi in 8 Stati membri (Paesi Bassi, Portogallo, Francia, Lussemburgo, Belgio, Grecia, Germania e Regno Unito).

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto