Disabilità infantile: integrazione e coinvolgimento della famiglia nelle scelte di fondo
BRUXELLES – “I bambini con disabilità, malgrado la loro diversità fisica o mentale, hanno la capacità e il potenziale per affrontare le sfide della vita quotidiana, se adeguatamente integrati e stimolati. Essi rappresentano una risorsa che andrebbe maggiormente valorizzata e non messa da parte”. E’ quanto ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, responsabile per i diritti dell’infanzia e le pari opportunità, nell’intervenire a nome del PE alla seduta inaugurale dell’Accademia europea dei bambini disabili, che ha avuto luogo a Bruxelles.
Il congresso, che vanta l’alto patrocinio del Parlamento europeo e della Famiglia reale belga, ha riunito per tre giorni rappresentanti del mondo accademico, scientifico, terapeuti della disabilità e delle famiglie attorno alla problematica della riabilitazione e dell’integrazione dei bambini disabili.
Riferendosi alla strategia dell’Unione europea per i diritti dell’infanzia, per la quale è stata relatrice nel 2007, Roberta Angelilli ha ricordato che i diritti dei ragazzi con disabilità rientrano tra le priorità strategiche di questo piano d’azione, il quale invita gli Stati membri a porre fine a ogni tipo di discriminazione, promuovendo l’integrazione scolastica, sociale e occupazionale. “E’ incredibile – ha aggiunto – che in alcuni Stati membri questi bambini vengano ancora inviati in scuole speciali”.
“Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, grazie al quale la Carta dei diritti fondamentali è diventata parte integrante del diritto dell’Unione europea – ha sottolineato la Vicepresidente – la tutela dei diritti dei bambini disabili può ora contare su di una solida base giuridica”.
“L’adozione nel giugno prossimo a Budapest della Dichiarazione sulla ‘Migliore salute, migliore qualità di vita’, promossa dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) in collaborazione con l’UNICEF e la Commissione europea, rappresenta un altro importante appuntamento con l’obiettivo di migliorare l’assistenza di 5 milioni di giovani con disabilità nell’UE, tramite misure di sostegno alla loro integrazione, all’educazione nel contesto familiare e al miglioramento delle cure sul piano riabilitativo fisico e mentale”.
Roberta Angelilli ha tenuto a ricordare l’importanza del coinvolgimento delle famiglie e dei bambini stessi nell’individuare e promuovere le migliori pratiche per affrontare la problematica della diversità, “dalla quale – ha concluso – abbiamo molto da imparare!”.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
