Minori stranieri non accompagnati: l’esperienza italiana protagonista in Europa
BRUXELLES – L’esperienza italiana delle reti territoriali di protezione dei minori stranieri non accompagnati è stata al centro del seminario organizzato da ANCI e dalla Fondazione Cittalia-Anci Ricerche che si è svolto a Bruxelles, presso il Comitato delle Regioni.
L’incontro ha avviato un confronto fra le diverse realtà locali europee che hanno realizzato interventi di accoglienza e la Commissione europea, che ha varato il Piano d’azione 2010-2014 sui minori non accompagnati, teso allo sviluppo di politiche e strumenti adeguati per garantire in tutti i Paesi membri la protezione dei minori e l’individuazione di soluzioni durature in tempi brevi.
“Il ruolo dell’Italia nell’inserimento del tema dei minori stranieri non accompagnati fra le priorità nel Programma di Stoccolma e quindi sulla emanazione del Piano d’azione – ha affermato Diane Schmitt, capo unità Immigrazione e integrazione della Direzione generale Libertà, sicurezza e giustizia della Commissione europea – è stato determinante. Le sfide aperte sono molte, contiamo che il Piano, nella sua fase di implementazione concreta, possa contribuire a dare alcune risposte in una cornice europea. Cruciale anche la questione della cooperazione con i paesi di origine in un’ottica di prevenzione delle migrazioni precoci, che sicuramente rappresentano una sconfitta per tutti”.
“L’appuntamento di oggi è stato importante – ha commentato Flavio Zanonato, sindaco di Padova e vicepresidente ANCI con delega all’immigrazione – non sono molte, infatti, le occasioni per un confronto tra le pratiche territoriali e i livelli decisionali europei. Saremmo contenti se diventasse un appuntamento periodico, per un confronto su questa come sulle altre grandi tematiche dell’immigrazione e dell’integrazione, nell’ottica degli enti locali. Riguardo al Piano d’azione presentato, è certamente essenziale il compito che può svolgere per favorire l’armonizzazione degli strumenti legislativi e delle pratiche di accoglienza. Il tema delle risorse non va però dimenticato, ad esso è legata anche l’operatività concreta del Piano”.
“Uno degli elementi fondamentali evidenziate nell’Action Plan della Commissione – ha sottolineato Leonardo Domenici, parlamentare europeo e presidente della Fondazione Cittalia – riguarda l’importanza di mettere a sistema i dati disponibili e le informazioni degli Stati membri per l’individuazione, l’implementazione e la condivisione delle politiche europee sulla questione dei minori stranieri non accompagnati. Su questo tema i Comuni, e l’ANCI in particolare, hanno avviato e porteranno avanti interventi capillari di monitoraggio del fenomeno attraverso indagini e programmi di ricerca mirati a seguirne l’evoluzione e le problematiche connesse. Gli esiti e le metodologie di questi monitoraggi saranno a disposizione della Commissione”.
“La presenza dei minori stranieri non accompagnati sul territorio italiano – ha rilevato Giuseppe Maurizio Silveri, presidente del Comitato per i minori stranieri del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - è un fenomeno consistente da almeno una quindicina d’anni. Questa presenza ha raggiunto un picco di circa ottomila minori nel 2008. Attualmente i minori stranieri non accompagnati sono circa cinquemila, e questo grazie alla riduzione degli sbarchi in Sicilia e allo sviluppo di rapporti di cooperazione con i Paesi di origine. Il 2008 è anche l’anno in cui abbiamo avviato, in collaborazione con l’ANCI, il Programma nazionale di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, fondato su di un modello di governance multilivello che, insieme alla riduzione delle presenze dei minori, sta consentendo una gestione sistematica e non più emergenziale dell’accoglienza. E l’impegno delle Istituzioni europee in questa direzione – ha concluso – può contribuire a una gestione condivisa del fenomeno”.
Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto
