Carlo Casini, "il corpo umano non si può brevettare"

Bruxelles – Ha avuto luogo al Parlamento europeo la conferenza stampa sull’imminente audizione presso la Corte di Giustizia europea relativa al caso dello scienziato tedesco Oliver Brustle e la brevettabilità o meno di parti del corpo umano.

Brustle aveva richiesto e ottenuto in Germania un brevetto per la produzione di cellule ricavate da embrioni umani e sull’uso di queste cellule per scopi terapeutici. Alla possibilità di siffatto tipo di brevettazione si è opposta l’organizzazione Greenpeace, e un tribunale tedesco ha accolto l’obiezione. Brustle a sua volta ha fatto ricorso e la questione è arrivata alla Corte di Giustizia europea che si dovrà ora pronunciare.

“Il corpo umano, nei suoi diversi stati o forme, non può mai costituire oggetto di brevetto. Non si può negare che l’embrione, fin dal momento della fecondazione, sia un ‘organismo umano’ e in quanto tale non brevettabile”, ha affermato l’europarlamentare Carlo Casini (UDC-PPE). “Il corpo di ciascuno”, ha aggiunto, “è indubbiamente cominciato nel momento della fecondazione”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Peter Liese (PPE), Eva Lichtenger (Verdi), Vittorio Prodi (S&D) e Miroslav Mikolasik (PPE), a testimonianza dell’unità del Parlamento europeo sulla questione della non brevettabilità del corpo umano.

“Il Parlamento europeo e il Consiglio si sono già chiaramente espressi vietando la brevettabilità del corpo umano in ogni sua forma nel 1998 attraverso la direttiva ‘Biopatent’”, ha ribadito Casini, che ha spiegato come “vi siano state diverse altre risoluzioni che affermano che il corpo umano è tale a partire dalla fecondazione e gli stessi principi sono contenuti nella Convenzione di Oviedo e nel Settimo programma quadro di ricerca dell’UE”.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto