Legittimo un riconoscimento legale per gli attori dell'economia sociale

Bruxelles -  L’Intergruppo Economia sociale del Parlamento europeo ha ripreso le sue attività nel 2011 con un’audizione pubblica sulla questione della creazione di diversi statuti europei per gli attori dell’economia sociale (fondazioni, associazioni e società mutue), tracciando anche un bilancio sulla situazione dello Statuto per la Società cooperativa europea (SCE).

Rappresentanti della Commissione europea, del settore ed esperti, si sono espressi davanti ai membri del Parlamento europeo e ai molti esponenti della società civile.

L’importanza del ruolo degli attori dell’economia sociale nel fondamentale dibattito sulla crescita economica in Europa è stata riconosciuta anche dalla loro inclusione nel “Single Market Act”.

“Barnier stesso (commissario per il Mercato Interno) è molto sensibile alla questione dello statuto europeo e allo sviluppo dell’economia sociale”, ha osservato Delsaux, direttore alla DG MARKT della Commissione. La rapida adozione di validi statuti consentirebbe di soddisfare le aspettative dei cittadini europei che attendono misure concrete.

Dopo la presentazione degli esperti e l’esposizione degli argomenti in favore degli statuti europei, l’eurodeputato Mario MAURO (PPE – copresidente dell’Intergruppo Economia sociale) ha dichiarato: “E’ tempo di dare una risposta politica!”. Il Parlamento europeo deve mobilitarsi in favore della Dichiarazione scritta n. 84 e l’Intergruppo solleciterà presto un incontro con il commissario Barnier.

Marc Tarabella (S&D – copresidente anch’egli dell’Intergruppo) ha affermato che gli attori dell’economia sociale dovrebbero beneficiare di un contesto legislativo e normativo che tenga conto delle loro specificità e permetta loro di operare su di un piano di parità nel mercato interno.

“E’ il riconoscimento della libertà di intraprendere in Europa ad essere in gioco” ha detto Marie-Christine Vergiat (GUE – vicepresidente dell’Intergruppo), che ha anche ricordato il potenziale economico e sociale del settore e la capacità di resistenza delle imprese dell’economia sociale in tempi di crisi.

Dall’inviato CND in Europa, Maria Cristina Coccoluto