Convenzione ONU: conferenza stampa del Ministro Ferrero
New York, 30/03/2007. La giornata comincia presto, con un cielo limpido e un freddo umido, ma sopportabile. Partecipiamo di prima mattina alla conferenza stampa della delegazione italiana nella sede della Missione italiana alle Nazioni Unite con la presenza dei corrispondenti dei maggiori quotidiani (16 giornalisti). Speriamo finalmente che il silenzio assordate che la stampa italiana ha prestato all’evento possa essere superato.
Il ministro Ferrero è molto chiaro: la Convenzione parte da un cambiamento di approccio: ognuno di noi sarà nel corso della propria vita non autosufficiente, quindi bisogna affrontare questo problema passando da un a visione caritativa ad un processo di responsabilizzazione della società nel suo complesso, perchè vengano costruite società inclusive.
Il governo italiano sta già lavorando per un processo di ratifica rapido, partendo da una condivisione dei principi della convenzione tra maggioranza e opposizione. Questo è un tema che sicuramente sarà affrontato in maniera bipartizan. Il ministro si è augurato che il processo di ratifica sia completato nei prossimi mesi.
L’impegno del governo – ha sottolineato il ministro - è quello di legare la convenzione alla realizzazione di politiche sulla disabilità, dando continuità alle scelte ed agli impegni.
“Particolare attenzione sarà dedicata alle questioni del lavoro ed al cambiamento della legislazione italiana: bisognerà superare il regime delle multe e la cultura del doppio mercato, che vede i lavoratori con disabilità solo all’interno delle cooperative sociali e non nel emrcato ordinario. Bisognerà migliorare i controlli sull’applicazione della legge 68/1999 e renderli efficaci”. Il livello discriminazione per i lavoratori con disabilità è altissimo, ha sottolinato nella conferenza stampa il Consiglio nazionale sulla Disabilità: mentre nel mercato ordinario il tasso di disoccupazione è del 6,8% per le persone con disabilità sale a circa il 76%.
Altri impegni del governo sono quelli di un disegno di legge sulla LIS (Lingua Italiana dei Segni), rispettosa però di tutte le forme di comunicazione e di linguaggio, la costruzione di centri informativi nei centri per l’impiego, l’impegno sui servizi educativi, lavorativi e di trasporti. L’Italia ha una scuola inclusiva che non esclude nessuno. La polemica sul numero di insegnanti che sembra esagerato deve tener conto che noi siamo l’unico sistema scolastico inclusivo del mondo.
Il sottosegretario Donaggio ha sottolineato la necessità di una attenzione alla discriminazione multipla che colpisce le donne (su 3 persone con disabilità che lavorano solo 1 è donna) e la necessità di includere e tutelare i diritti delle persone che non possono rappresentarsi da sole.
Il ministro ha ancora sottolineato il processo partecipativo che ha contraddistinto la negoziazione sulla convenzione e il ruolo importante giocato dalle associazioni: questo è un punto fermo dell’iniziativa di governo, che vuole mantenere in Italia nei processi di ratifica, monitoraggio ed implementazione.
Altro tema trattato è quello della riforma del sistema di accertamenti, in particolare per le persone non autosufficienti. L’Italia oscilla tra 800.000 a 2.400.000 persone non autosufficienti, secondo il sistema di valutazione utilizzato. Bisogna superare questa situazione definendo un sistema chiaro.
Per quanto riguarda l’iter della convenzione in Italia, il percorso sembra ormai tracciato. Su iniziativa del Ministro della solidarietà sociale in accordo con il Ministro degli affari esteri sarà presentato un disegno di legge del governo probabilmente assegnato alle commissioni affari sociali della Camera e del Senato. Per accelerare l’iter potrebbe essere decisa l’assegnazione in sede legislativa alle suddette commissioni. Il testo del governo sembra sarà quello tradotto da FISH e CND e revisionato dalla prof.ssa Maria Rita Saulle. Probabilmente vi sarà un gruppo di lavoro sul testo (dovremmo esserci).
Articolo di Giampiero Griffo
